10.11.07

salvalarte di Legambiente a Napoli


Salvalarte di Legambiente

A Napoli per accendere i riflettori
sul Complesso Monumentale di Santa Maria del Purgatorio ad Arco

Salvailmuseo rivela i risultati del monitoraggio dell’inquinamento atmosferico
nella Galleria Accademia Belle Arti di Napoli

Consegnato il premio “Amici dell’Arte” a Fabio Maniscalco e Lorella Starita

Presentazione del dossier “Salvalarte del Mare”

Il Complesso Monumentale di Santa Maria del Purgatorio ad Arco, caso esemplare di gestione del patrimonio culturale da parte di un’associazione e obiettivo del passaggio a Napoli di Salvalarte. La campagna di Legambiente per la tutela e la valorizzazione del nostro patrimonio artistico e paesaggistico, realizzata con il sostegno del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e il contributo di Bialetti Industrie da oltre un mese, infatti, sta attraversando l’intera Penisola alla volta di opere d’arte da sottrarre al degrado e all’abbandono.A presentare Salvalarte questa mattina nella chiesa di Santa Maria del Purgatorio ad Arco erano presenti Federica Sacco responsabile nazionale Salvalarte, Carmine Maturo, responsabile Turismo e Beni Culturali di Legambiente Campania, Tsao Cevoli, presidente Associazione Nazionale Archeologi e Lorella Starita, presidente Progetto Museo Aperto. Ad aprire la conferenza stampa la presentazione di “Gioielli ritrovati” la guida in cui Legambiente ha raccolto i beni culturali di cui intende prendersi cura, con attività di valorizzazione o veri e propri restauri; tra i protagonisti anche il Complesso monumentale di Santa Maria delle Anime del Purgatorio ad Arco, aperta grazie al “Progetto Museo Aperto” del Comune di Napoli e in buono stato di conservazione grazie al restauro effettuato dalle associazioni.

“Salvalarte da anni rappresenta il momento per accendere i riflettori sul patrimonio culturale minore – ha dichiarato Carmine Maturo, responsabile regionale Turismo e Beni Culturali di Legambiente Campania –e proprio per questo, abbiamo deciso di inserire nella guida nazionale “Gioielli Ritrovati” il Complesso Monumentale di Santa Maria del Purgatorio ad Arco, un esempio di buona pratica di gestione da parte delle associazioni che hanno contribuito al restauro e alla promozione. Ci sono tante altre strutture monumentali chiuse da anni ed altrettante associazioni che vorrebbero offrire il loro contributo per poterle valorizzare, credo pertanto – ha aggiunto Maturo –sia giunto il momento di coinvolgerle maggiormente. Per rendere partecipi anche i volontari alla tutela dei beni culturali a marzo Legambiente Campania terrà un corso della protezione civile sulla salvaguardia del patrimonio culturale dai rischi naturali”.

Nel corso dell’evento sono stati presentati anche i risultati di Salvailmuseo il monitoraggio dell’inquinamento atmosferico effettuato da Legambiente nella Galleria Accademia Belle Arti di Napoli. Sono tanti, infatti, i problemi generati dallo smog sulle opere d’arte anche quando non sono esposte direttamente all’aria aperta: erosione e scolorimento dei dipinti, sfibratura e opacizzazione dei tessuti, rigonfiamenti del legno, annerimento dei marmi, fragilizzazione e polverizzazione superficiale delle pelli sono gli effetti che particolato, ozono e gas acidi ogni giorno, inesorabilmente, provocano sui pezzi del nostro patrimonio artistico e culturale. Dalle indagine effettuata da Salvailmuseo tra il 7 e il 25 settembre 2007 emerge che all’interno del museo solo il biossido di zolfo rientra tra i parametri stabiliti con valori così bassi che sono risultati impossibili da rilevare. Più critica la situazione del biossido di azoto con valori medi fino a punte di 47,8 µg/mc contro i 5 µg/mc ammessi dalla legge e dell’ozono con valori medi di 29,6 µg/mc, superando quasi di 15 volte il limite consentito. Nel museo i rilevamenti sono stati effettuati attraverso campionatori passivi (passam) di ossidi di zolfo, ozono, ossidi di azoto, esposti in quattro luoghi diversi: un posto all’esterno, sul terrazzo, gli altri 3 all’interno del museo. In questo modo è stato possibile rapportare l’inquinamento presente all’esterno con quello che penetra all’interno dell’edificio.

“Il museo – ha commentato Federica Sacco responsabile nazionale Salvalarte – non è solo un luogo dove realizzare tutela, conservazione e fruizione delle opere d’arte, ma è anche punto di diffusione culturale che non può prescindere dal proprio territorio e dalle iniziative culturali che in esso si svolgono. La responsabilità del museo va al di là della semplice dimensione architettonica, per diventare motore di sviluppo e luogo in cui viene determinata la sostenibilità del nostro patrimonio artistico”.

A seguire è stato consegnato il “Premio amici dell’Arte” un riconoscimento per premiare coloro che si sono distinti nel difendere il patrimonio culturale. Ad aggiudicarsi la seconda edizione del premio Fabio Maniscalco e Lorella Starita. Fabio Maniscalco è un archeologo che si è distinto per aver realizzato una mappatura dei beni artistici in Bosnia-Herzegovina, tra il 1995 e il 1998 nell'ambito delle missioni multinazionali di pace IFOR e SFOR. Lorella Starita è il presidente di Progetto Museo Aperto, l’Associazione che nel 1997 è riuscita a mettere assieme esperienze di varie associazioni provenienti dall'impegno di promozione, valorizzazione e tutela del patrimonio artistico già prima e durante il cosiddetto "Rinascimento Napoletano".

“Salvalarte vuole dare spazio a testimonianze positive: azioni di recupero e salvaguardia di pezzi importanti di storia e d’arte - ha continuato Federica Sacco responsabile nazionale Salvalarte -. Personaggi che non salgono quasi mai agli onori delle cronache. Ecco perché abbiamo deciso di premiare due persone che da privati o dall’interno delle istituzioni, con il loro lavoro costante e tenace si sono distinti nella salvaguardia di questi beni preziosi”.

In conclusione della tappa napoletana di Salvalarte la presentazione del dossier “Salvalarte del Mare” di Legambiente e l’Associazione Nazionale Archeologi dedicato alla tutela dei tesori sommersi custoditi nei fondali del Mediterraneo e disponibile su www.legambiente.eu/documenti/2007/0925_salvalarte2007/index.php

“La mancanza di una adeguata tutela del patrimonio archeologico sommerso lo espone a numerosi attacchi da parte dei “nemici dell’arte in mare”- ha concluso Tsao Cevoli, presidente Associazione Nazionale Archeologi -. Dall’elaborazione del dossier dei dati del progetto “Archeomar” del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e di altri progetti analoghi, emergono molte situazioni “ad elevato rischio” nelle quali occorre intervenire immediatamente, attraverso provvedimenti ad hoc o il rafforzamento degli interventi già in atto. Proprio per questo Salvalarte del Mare si conclude con la proposta dei “Cinque passi”: cinque importanti provvedimenti che l’Italia dovrebbe adottare per salvare l’archeologia in mare del Belpaese e garantire una migliore tutela e valorizzazione dell’immenso patrimonio archeologico custodito nei nostri mari”.

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