9.12.06

Definizione concettuale del WTO sul turismo sostenibile



Il comitato della WTO sullo sviluppo sostenibile del turismo ha recentemente concordato di rielaborare la definizione di turismo sostenibile che la WTO aveva pubblicato in Agenda 21 for Travel and Tourism nel 1995. Lo scopo di ciò è di poter esprimere in modo migliore i risultati che riguardano la sostenibilità del turismo, alla luce di quanto stabilito dal vertice di Johannesburg sullo sviluppo sostenibile.
La nuova definizione concettuale pone enfasi sull’equilibrio tra aspetti ambientali, sociali ed economici del turismo, la necessità di mettere in atto i principi di sostenibilità in tutti i segmenti del turismo, e si riferisce agli obiettivi del Millennium Development, specialmente per alleviare la povertà.
Le linee guida e i dettagli organizzativi dello sviluppo sostenibile del turismo sono applicabili a tutte le forme del turismo e a tutti i tipi di destinazioni, includendo il turismo di massa e i vari segmenti del turismo di nicchia.
I principi di sostenibilità fanno riferimento agli aspetti ambientali, socio-culturali ed economici dello sviluppo turistico, e un adeguato equilibrio deve essere stabilito tra queste tre dimensioni per garantire sostenibilità a lungo termine.
Inoltre il turismo sostenibile dovrebbe:
1. fare ottimo uso delle risorse ambientali che costituiscono un elemento chiave nello sviluppo turistico, mantenendo essenziali processi ecologici e aiutando a conservare il patrimonio naturale e la biodiversità.
2. rispettare l’autenticità socio-culturale della comunità ospitante, conservare il patrimonio culturale e i valori tradizionali e contribuire alla comprensione e alla tolleranza inter-culturale.
3. Assicurare operazioni economiche a lungo-termine, procurare benefici socio-econiomici includendo un impiego stabile, opportunità di guadagno e servizi sociali alle comunità locali e contribuire ad alleviare la povertà.
Lo sviluppo del turismo sostenibile richiede partecipazione informata, una forte leadership politica per assicurare un’ampia adesione e stabilire il consenso.
Realizzare il turismo sostenibile è un continuo processo che richiede un costante monitoraggio degli impatti, introducendo le misure necessarie ogni volta che sia necessario.
Il turismo sostenibile dovrebbe anche mantenere un alto livello di soddisfazione turistica e assicurare al turista un’esperienza significativa, accrescendo la sua consapevolezza riguardo alla sostenibilità e alle modalità termini di promozione.

6.12.06

Ponte dell'Immacolata, si prevede tutto esaurito nelle aziende agricole


TURISMO. Ponte dell'Immacolata, si prevede tutto esaurito nelle aziende agricole
05/12/2006 - 16:54

Dopo un'estate non soddisfacente per il settore, gli agriturismi italiani danno segnali di ripresa in occasione del periodo invernale. Nel prossimo week-end dell'Immacolata e probabilmente per le imminenti vacanze natalizie, le aziende agricole nazionali si accingono a registrare affluenze record. Complice anche il clima mite e la mancanza di neve nelle località sciistiche. Mete preferite saranno le zone presso città d'arte, siti archeologici e parchi naturali, soprattutto in Toscana, Sicilia, Lazio, Campania, Umbria e Lombardia.

Agriturist, l’associazione agrituristica di Confagricoltura, rileva ai primi di dicembre una crescita del 20% delle visite al proprio sito internet www.agriturist.it. Le province più richieste sono Firenze, Roma, Siena, Grosseto, Lucca, Arezzo, Benevento, Perugia, Viterbo, Salerno e Napoli. Mentre alla fine della scorsa settimana era disponibile il 60% dei 160 mila posti letto offerti attualmente dall’agriturismo, all’inizio di questa settimana, i posti letto liberi sono scesi al 30%, e si prevede entro mercoledì una copertura di oltre il 90% dell’offerta.

Nelle loro scelte gli italiani preferiscono destinazioni in vicinanza delle città d’arte (Toscana e Umbria), dei siti archeologici (Campania e Sicilia) e presso i numerosi parchi naturali del Paese. L'aspetto enogastronomico è spesso fattore determinante nella selezione dell'azienda agricola. A tali fine Agriturist ha invitato tutte le strutture associate a proporre menu caratterizzati dalla degustazione di alcuni fra i 155 prodotti tipici italiani riconosciuti a Denominazione d’Origine Protetta (DOP) e ad Indicazione Geografica Protetta (IGP), nel quadro delle "Giornate Nazionali delle DOP e delle IGP". Cresce l'attenzione verso i vini DOCG, DOC e IGT, considerate anche le numerose aziende produttrici di vini pregiati che stanno orientandosi verso l’attività agrituristica. Evidente il vantaggio per la vendita diretta dei prodotti: soprattutto vino, olio, conserve di ortaggi e marmellate, prodotti biologici (il 26% delle aziende agrituristiche adotta la coltivazione biologica). Per molti ospiti, il week-end dell'8 dicembre sarà inoltre occasione per acquistare confezioni natalizie a base di prodotti tipici, anche per la possibilità di effettuare le ordinazioni tramite internet.

13.11.06

4.11.06

Napoli - camorra - sicurezza - è ora di cambiare - cominciare da sè...

Tante volte, spesso a giusta ragione, ci arrabbiamo con chi ci governa o con chi occupa posti di responsabilità... Poche volte analizziamo il nostro comportamento...per questo ci sfugge il fatto che anche una piccola azione quotidiana può salvare Napoli dalla cultura criminale...




"Camorrista" è....

"Camorrista" è chi asseconda certe abitudini e atteggiamenti, commettendo ognigiorno piccole furberie e infrazioni,

chi va in moto senza casco,

chi in motorino ci va e porta moglie e figli tutti assieme,

chi non usa rispettare il codice della strada.


"Camorrista" è chi va tutti i giorni in auto senza cinture,

chi parcheggia abitudinariamente sul marciapiede,

chi sfreccia per le isole pedonali,

chi non dà precedenza ai pedoni,

chi suona il clacson anche quando il semaforo è ancora rosso,

chi chiede di togliere una multa e chi la toglie.


E' "camorrista" chi non rispetta le file,

chi vuole fare il furbo,

chi compra per strada da uno sconosciuto pensando di fare "un affare",

chi và in ufficio solo per firmare,

chi chiede lavoro ma ha un'attività imprenditoriale a nome di un altro,

chi chiede "raccomandazioni" e chi le fa,

chi non chiede lo scontrino fiscale e chi non chiede fatture "perché così risparmia".


E' "camorrista" chi butta quotidianamente i rifiuti fuori orario,

chi butta gli avanzi per strada,

chi non usa i cestini,

chi accompagna il proprio cane a sporcare le strade con gli escrementi,

chi usa i mezzi pubblici e non compra i biglietti e chi li compra e non li oblitera.


"Camorrista" è chi affigge i manifesti abusivi,

chi imbratta i muri e monumenti con scritte e graffiti,

chi vandalizza l'arredo urbano.


Evitiamo la morte di Napoli a piccole dosi, ricordandoci che la delinquenza e la camorra la si combatte anche con i piccoli gesti quotidiani, rifiutando ed emarginando gli atteggiamenti che potrebbero sembrare ormai consuetudini mentre sono propri di una cultura camorrista.

Soltanto l'ardente volontà di cambiare, cominciando da se stesso, porterà al raggiungimento di una città più bella, più sicura e più gentile.

Carmine Maturo

24.10.06

Salvalarte 2006 - Salvalarte, la storica campagna di Legambiente dedicata ai beni culturali, torna anche quest'anno.


Giunta all'undicesima edizione, è realizzata con il patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e il Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e con il contributo di Bialetti.

Legambiente viaggerà lungo il territorio italiano, alla scoperta di monumenti, siti archeologici, tradizioni e paesaggi; per comprendere il valore e conoscere la storia di tesori nascosti e poco noti, per denunciarne lo stato di degrado; per attivare sinergie e risorse per il loro recupero e la loro fruizione, nella convinzione che rappresentino la carta vincente per creare nuove forme di occupazione durevoli e per costruire uno sviluppo economico solido e ambientalmente compatibile.



L'arte da salvare
In un paese come l'Italia, nel quale si concentra la maggiore densità al mondo di beni culturali, le emergenze monumentali cui far fronte sono davvero tante. Basti pensare alla straordinaria Villa Romana del Casale, a Piazza Armerina in Sicilia, dichiarata patrimonio mondiale dell'umanità dall'Unesco per i suoi mosaici unici al mondo, ma con un destino ancora incerto. Per non parlare di tutti quei monumenti abbandonati all'incuria o soffocati dall'inquinamento atmosferico. Il viaggio di Salvalarte servirà anche a questo: denunciare gli scempi al patrimonio e recuperare pezzi d'arte unici, avviare restauri e restituire alla cittadinanza la fruizione di un monumento, inaugurare e scoprire nuovi itinerari d'arte.



L'arte salvata
Sono oltre 800 i monumenti riscoperti e monitorati da Salvalarte; moltissime le iniziative di sensibilizzazione e gli itinerari storico-artistici proposti per far conoscere al grande pubblico i tesori d'arte nascosti; migliaia i bambini, studenti, cittadini, addetti ai lavori che hanno partecipato alle visite guidate, visitato monumenti solitamente chiusi al pubblico, che sono intervenuti ai dibattiti.

Le Istituzioni non sono rimaste indifferenti al passaggio di Salvalarte, e grazie anche a loro molte opere sono state tratte in salvo. Solo qualche esempio: il tetto della Chiesa di Santo Spirito ad Arezzo, il ponte romano di Padova, le statue del Teatro Romano di Lecce, le edicole votive di Matera, la Guglia dell'Immacolata a Napoli, gli affreschi della Chiesa di S.Francesco a Orvieto, quattro registri d'archivio risalenti al XV e XVI secolo a Montepulciano.

Salvailmuseo
Le opere d'arte, disseminate lungo il nostro Paese come in un museo a cielo aperto, sono esposte ad agenti inquinanti come il particolato, che annerisce i marmi, o l'anidride solforosa, che corrode e sbriciola la pietra di statue e monumenti. Ma anche le strutture museali, pensate per proteggere capolavori del passato dall'usura del tempo, non sempre riescono a sottrarsi alla pressione dell'inquinamento atmosferico, che penetra in queste roccaforti dell'arte alterandone la qualità degli ambienti.

Per questo Salvalarte, già a partire dal 2001, ha avviato il programma di analisi Salvailmuseo che monitora lo stato di salute delle opere esposte all'interno delle aree museali. Anche quest'anno i laboratori di Salvalarte andranno a analizzare la qualità dell'aria all'interno di spazi espositivi prestigiosi, come il Palazzo Reale di Genova e il Museo Archeologico Nazionale di Napoli.

Decalogo Salvalarte
Codice di comportamento responsabile per la valorizzazione, tutela e fruizione dei luoghi e siti culturali.

In un Paese in cui non è facile stimare la consistenza dei siti museali e archeologici, dei beni culturali, storici e artistici distribuiti capillarmente su tutto il territorio, il settore turistico non ha ancora compreso l'importanza strategica del nostro patrimonio, unico vero, irriproducibile valore aggiunto. Un turismo distratto e irresponsabile spesso ha un impatto negativo sulla conservazione del patrimonio storico-artistico, sulla tutela delle risorse culturali e del territorio.

Solo la condivisione degli impegni e delle responsabilità tra visitatori, operatori del settore, comunità ed Enti Locali può favorire l'adozione di comportamenti appropriati per una corretta fruizione, tutela e valorizzazione dell'immensa ricchezza di arte, natura e cultura custodita dal nostro Paese.

Prima di visitare un bene culturale, è importante richiedere e ricevere informazioni sulla storia del sito, sul suo contesto territoriale e antropologico e su tutte le emergenze che lo riguardano.
Quando si sceglie un accompagnatore, preferire operatori e guide locali, considerandone i vari livelli di approccio.
I visitatori hanno il diritto di conoscere preventivamente, attraverso appositi comunicati e avvisi, l'eventuale chiusura di sale e se una o più opere d'arte siano in prestito o in restauro; analogamente, il prezzo di ingresso e gli orari di apertura e chiusura devono essere affissi in modo chiaro e visibile. Se è prevista la consegna di zaini, borse, sacche, vanno evitate inutili opposizioni: tali regole rientrano a pieno titolo nelle azioni di tutela dei beni.
Graffiti e scritte su opere e su muri costituiscono danni gravi al patrimonio culturale e rappresentano gesti incivili e idioti.
Non usare mai il flash per fotografare opere d'arte. Prima di fotografare o di filmare, chiedere sempre l'autorizzazione al personale di vigilanza.
Qualsiasi problema riscontrato va segnalato alle autorità competenti (Direttore del Museo, Conservatore, Sindaco...). ogni segnalazione è un contributo alla salvaguardia e alla corretta fruizione dei beni culturali.
Tutte le volte che si visita un sito culturale, bisogna tenere a mente che il diritto alla fruizione appartiene anche ai "compagni" di visita e, soprattutto, alle future generazioni. Evitare, dunque, qualsiasi azione "molesta" (schiamazzi, movimenti inadatti, vociare eccessivo) o inidonea al luogo.
La gastronomia di un luogo è parte integrante della sua storia. Scegliere sempre prodotti locali e piatti tipici. Non consumare i pasti nei luoghi d'arte (Musei, Chiese, Complessi monumentali...). Non gettare mai a terra cartacce, cicche di sigaretta o gomme da masticare: molte delle macchie nere che si possono osservare su marmi e pietre sono i segni indelebili di tale incivile abitudine.
Per raggiungere i siti culturali, preferire i percorsi pedonali o i mezzi pubblici: il traffico automobilistico è una delle fonti principali di degrado dei beni culturali.
Dopo la visita diventare Ambasciatori del luogo: riferire a parenti, amici, conoscenti sulle opere e le architetture visitate, nonché sulla cultura, le abitudini, gli aspetti naturali, storici, antropologici, enogastronomici della realtà in cui è inserito il sito.
I nemici dell'arte
Inquinamento atmosferico
Croste nere: sono dovute al traffico automobilistico; si formano per il deposito delle polveri emesse dai tubi di scappamento delle auto; provocano, in presenza di anidride solforosa in atmosfera, una reazione chimica che trasforma la pietra in gesso

Dilavamento: è causato dalle piogge acide e colpisce le parti del monumento più esposte, che appaiono consumate, erose, con aspetto gessoso

vibrazioni: E' un altro degli effetti devastanti del traffico automobilistico, che fa oscillare i monumenti, intaccando la stabilità di strutture e rivestimenti

Scritte e vernici spray
Gli italiani scrivono su tutto: sui libri, sui muri dei bagni e, ahimé, sui monumenti, danneggiandoli irrimediabilmente. Le vernici, infatti, penetrano tra le porosità della pietra e, per rimuoverle, si rischia di danneggiare i materiali. Che fare allora? La parola d'ordine è prevenzione, ma vale la pena ricordare che, recentemente, è stata approvata una legge che punisce sia gli imbrattatori sia i produttori di aerosol che non indichino sulla confezione il solvente.

A Napoli, l'appuntamento con Salvalarte sarà per sabato 28 ottobre ore 11.00 presso la sala accoglienza di Palazzo Reale.
Seguirà inauguraizone della Mostra Napoli Nuseo Aperto: Il Cimitero Monumentale di Poggioreale
Per tutto il mese di novembre visite guidate presso il cimitero monumentale di Napoli - prenotazione obbligatoria tel. 081.29.45.11 contributo volontario all'associazione.

19.10.06

Turismo, 5 motivi per andare all'estero

Il vicepremier Rutelli spiega perché gli italiani preferiscono andare lontano
ROMA - Sono in primo luogo problemi di mobilità a spingere gli italiani a scegliere l'estero per le loro vacanze. Lo dice il vicepremier e ministro dei Beni Culturali Francesco Rutelli (nella foto), intervistato da Maurizio Costanzo sui risultati della campagna "Turistiprotagonisti'', lanciata a luglio dalla Presidenza del Consiglio.
I risultati della campagna, in parte già anticipati qualche giorno fa dallo stesso ministro in un'altra trasmissione tv , saranno presentati a giorni ufficialmente insieme con un sondaggio di opinione, ha premesso Rutelli, ospite di Buon pomeriggio. Cinque, ha riassunto il vicepremier, le principali ragioni che portano gli italiani a preferire le vacanze all'estero. Innanzitutto la mobilità: in molti Paesi esteri, anche in europa offrono voli low cost o addirittura gratis, ha fatto notare il ministro, per cui le vacanze in quelle destinazioni non sono gravate anche dal costo del trasporto. Ma tra le note dolenti c'è anche la qualità dei servizi, che in altri Paesi è spesso migliore e con un miglior rapporto qualità prezzo.
Terzo punto di lamentela, la correttezza dell'accoglienza, ovvero la gentilezza, la simpatia nei confronti del turismo che sarebbe più facile trovare fuori dall'Italia. Quarta nota dolente la pulizia, quinta la cura e la valorizzazione dell'ambiente.
«Abbiamo voluto raccogliere questi elementi per recuperare e recuperemo», ha commentato Rutelli, ricordando che l'Italia che nel 1970 era al primo posto nel mondo come nella scelta dei turisti, è ora scivolato al quinto, superata un anno fa anche dalla Cina. «E altri Paesi ci stanno alle costole», ha fatto notare. A questo punto, ha spiegato il ministro, si impongono delle priorità. E la prima è quella di «far trascorrere a più italiani vacanze in Italia», anche

14.10.06

STAND UP - ALZATI - CONTRO LA POVERTA’.


La Napoli Jamm
organizza un Boat Party a bordo del veliero Tortuga
con cena, minicrociera nel Golfo e musica con dj
venerdì 20 ottobre ore 21.00. Molo Beverello
Info e prenotazioni cell. 393.911.38.48 - 393.916.45.47

7.10.06

Borsa del turimso verde - Vallo della Lucania

Ore 11.30 - sala GELBISON
VERSO UN TURISMO INTEGRATO: VIVERE LE ECCELLENZE DEL PARCO
Seminario a cura dell’ Ente Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano
Progetto Tools - Interreg III C
Saluti: - Tommaso PELLEGRINO _ Parlamentare Verdi
- Giuseppe TARALLO Commissario Straordinario P.N.C.V.D.
Coordina: Maria del CARMEN LOFFREDO Responsabile Progetto TOOLS
Partecipano:
- Consulenti CRAI _ Centro Risorse Attività Imprenditoriali del P.N.C.V.D.
“Per un’organizzazione dell’offerta turistica locale”
- Vito PUGLIA _ Fondazione SLOW FOOD per le Biodiversità
“Le eccellenze alimentari al centro dell’offerta turistica del Cilento”
- Pasquale D’ANGIOLILLO _ Presidente Cilento Turismo.it
“Sinergie imprenditoriali e turismo integrato”
- Carmine FARNETANO _ Coordinatore GAL Casacastra
“Il Progetto Filiera Agro - Alimentare”
- Annamaria CIMINO _ Coordinatrice Italia Lavoro
“Il Progetto Marchi d’Area”
- Carmine MATURO _ Direttivo Associazione Italiana Turismo Responsabile - Legambiente
“Il Turismo amico dell’ambiente”

2.10.06

4° Rapporto Ecotur Turismo-Natura: nei parchi italiani 800mila presenza in più

presentato il 4° Rapporto sul Turismo-Natura Ecotur, ritenuto fondamentale per lo studio delle dinamiche che presiedono lo sviluppo di questo segmento del turismo nazionale. Ecco nel dettaglio cosa viene messo in evidenza dallo studio.

Dall’analisi dei dati presentati emerge che le presenze nei parchi naturali e nelle aree protette, nel 2005, sono aumentate di circa 800 mila unità facendo registrare oltre 76 milioni di presenze per un fatturato complessivo di 8,14 miliardi di euro in aumento rispetto all’anno precedente del 12,7%, laddove l’incremento generale del turismo nazionale non ha superato il 2%.
Dal Rapporto emerge, inoltre, che la domanda individuale e quella intermediata internazionale risultano influenzate dai parchi e dalla natura italiana.
Ne è un esempio il mercato americano per il quale il turismo-natura è parte assolutamente inscindibile dal pacchetto Italia, tanto che sono ben 34 i tour operator americani, tra i più importanti, che trattano nei loro cataloghi il prodotto “Parchi e Natura” con un’offerta che interessa praticamente tutte le regioni italiane.

Tra le varie tipologie di turismo-natura, il Rapporto passa in esame, tra gli altri, il birdwatching, il wolf houling, il leaf-watching, il trekking, l’ippoturismo, il cicloturismo, le greenway, nonché l’agriturismo, i cui dati destano sempre grande interesse.

QUALCHE NUMERO.

Il numero delle aziende agrituristiche autorizzate alla fine del 2005 era pari a 14.719, con un incremento dell’8,9% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
Gli arrivi sono aumentati del 2,5%, ma i soggiorni più brevi hanno portato ad una diminuzione del numero dei pernottamenti (-3,5%). Il fatturato complessivo del settore è calato dell’1,6% rispetto al 2004 (806,2 milioni di euro).
Per quanto concerne in generale la distribuzione dei turisti natura nelle strutture ricettive, gli alberghi e le pensioni rappresentano ancora la soluzione preferita (30,1%), anche se il valore continua a calare (48,2% nel 2002, 42,3% nel 2003, 34,1% nel 2004). Seguono ad una certa distanza appartamenti/case private (21,6%), gli agriturismi (14,7%) i B&B (11,5%), le foresterie, i rifugi, i bivacchi, gli ostelli, i centri didattici, ecc. fanno registrare, tutti insieme, il 10,8, in aumento di quasi un punto rispetto al valore fatto registrare nel 2004, i campeggi (5,7%) e, infine, i camper (5,6%).

ATTIVITA’

Relativamente alle attività svolte, l’escursionismo presenta l’indice di gradimento più alto (35,9%), in diminuzione però rispetto al valore (42,5%) fatto registrare nel 2004. Seguono le attività sportive (29,4%), con il trekking in cima alla lista delle preferenze, seguito dal mountain bike, il birdwatching, lo sci, l’equitazione e il climbing.

MOTIVAZIONI
Tra le motivazioni che spingono i turisti a scegliere una vacanza a contatto con la natura, dopo l’escursionismo e la pratica di attività sportive, troviamo il relax (11,7%), la riscoperta delle antiche tradizioni (8,9%), l’enogastronomia (8,8%) e, infine, con il 5,3% la storia, la cultura, i musei naturalistici, ecc.

ETA’

Quanto alle fasce di età, il turista eco-ambientale appartiene alla classe di età “fino a 30 anni” per il 42,8%, alla classe di età intermedia “30-60 anni” per il 40,2% e alla classe di età “over 60 anni” per il 17%. In riferimento al livello d’istruzione, il 25,1% è in possesso della laurea, il 45,3% del diploma di scuola media superiore e il 29,6% del diploma di scuola media inferiore.

PERMANENZA

Circa il tempo di permanenza, l’analisi mette in evidenza che il “senza pernottamento” costituisce la categoria temporale più frequente, scelta dal 31,5% degli interpellati, ma in questo caso si deve parlare, più che di turisti, di escursionisti che però non vengono in rilievo nella quantificazione del dato economico, seguita da “un giorno” con il 28,8%, dal “weekend” con il 15%, da “una settimana” con il 9,9%, dai “tre giorni” con il 9,2%, dal “più di una settimana” con il 3,4% e da altre categorie con il 2,2%.

L’analisi riferita alla richiesta dei parchi, mette in evidenzia che le preferenze maggiori vanno, in ordine, al Parco Nazionale d’Abruzzo e al Parco Nazionale del Gran Paradiso, i due parchi storici italiani, seguiti da quelli del Cilento, dei Monti Sibillini, delle Cinque Terre, dello Stelvio, delle Dolomiti, del Gran Sasso, del Pollino, della Majella, del Gargano, del Circeo, della Val Grande, della Sila e delle Foreste Casentinesi. Tra i Parchi Regionali, invece, ai primi posti troviamo quello dell’Etna, delle Alpi Marittime e quello fluviale del Po.

Giornate europee: i numeri del turismo culturale

Grandi numeri per la cultura: vince sempre il Colosseo (insieme al Palatino) con oltre 47.000 presenze in due giorni, stabili rispetto ai dati 2005. Oltre 23.000 le entrate alla citt� antica di Pompei; tantissime e in aumento secco quelle dei musei fiorentini (50 mila turisti in totale). Migliaia anche i visitatori di Castel s. Angelo a Roma, (14.235 contro 16.062 del 2005), della reggia di Caserta (9.350 contro gli 8.700 dello scorso anno), di villa d'Este a Tivoli (8.500).

Fra le città d'arte spicca Firenze: più 42 per cento il circuito museale fiorentino (musei degli Argenti e Porcellane, galleria del Costume, giardini di Boboli e Bardini), 11.000 presenze complessive contro le 7.650 del 2005, più 41 per cento le gallerie dell'Accademia (13.350 contro 9.470).

Aumentano le presenze anche alla Galleria degli Uffizi a quota 13.000 contro le 10.400 del 2005 (percentuale del 24,64 per cento). Inoltre in 8.500 hanno ammirato galleria Palatina, Palazzo Pitti e galleria d'arte moderna, in 2.500 le cappelle Medicee, in 3.000 il museo del Bargello.

A Venezia, 2.900 presenze alle gallerie dell'Accademia (4.000 nel 2005, meno 27, 50 per cento), 1.500 visitatori al museo archeologico (1.350 nel 2005, piu' 10 per cento), a villa Pisani a Strà sono andati in 3.400 (piu' 7 per cento).

Questi, gli incrementi maggiori in assoluto: più 250 per cento al museo archeologico di Reggio Calabria (1.000 presenze contro le 280 dello scorso anno), più 98 per cento alla galleria nazionale di Perugia (1083 su 546). Quasi il 44 per cento al Museo Egizio (Egyptian Museum) di Torino, il 42 per cento a palazzo Barberini (1377 contro 970).

E poi, le variazioni negative: meno 50 per cento alla pinacoteca di Brera (1.500 contro le 2.980 del 2005), meno 39 per cento di media al castello pugliese di Andria e al circuito archeologico romano (Caracalla, Quintili, Cecilia Metella), meno 27, 54 per cento alle gallerie dell'accademia di Venezia (2.890 contro 3.990), meno 27 per cento al complesso di Codigoro in Emilia Romagna. Presenze a meno 25 per cento al castello scaligero di Sirmione, meno 23 anche per altri siti dell'archeologia romana (palazzi Altemps, Balby, Massimo, terme di Diocleziano), meno 18 per cento a Pompei (23.000 contro 28.000), meno 18 anche al palazzo Reale di Napoli (1000 contro 1230).

La situazione in Lombardia: oltre 12.000 i biglietti gratuiti staccati a Sirmione fra grotte e antiquarium di Catullo e castello scaligero, 6.100 quelli di palazzo Ducale a Mantova (quasi il 22 per cento in piu'). 2.100 il totale registrato dal Cenacolo Vinciano a Milano. Segno meno per Brera.

A Roma: dopo i siti piu' visitati (Colosseo, Museo Castel Sant'Angelo, villa d'Este) c'è Galleria Borghese (3.600 presenze), villa Adriana (3.350 presenze), i quasi 6.000 di tutto il sistema espositivo dell'archeologia romana.

In Campania: oltre 23 mila per Pompei, 9.350 reggia di Caserta, quasi 6.000 fra templi e museo di Paestum, 3.100 grotta azzurra di Capri, 3.100 scavi di Ercolano, 2.000 certosa di Padula a Salerno. A Napoli, 3.500 museo archeologico, 1.340 museo di s.Martino, 1.000 palazzo Reale.


[comunicato stampa Ministero per i Beni e le Attività Culturali]

IL BELPAESE si conferma una meta turistica di alto livello.

Questo il quadro che merge dalla presentazione della 15/a edizione del «Rapporto sul Turismo Italiano», composto da circa 850 pagine tra dati ed analisi, realizzato da Mercury srl con il coordinamento di Emilio Becheri e la direzione scientifica di Piero Barucci dell'Università di Firenze. L’Italia è sempre più una vetrina a cui soprattutto i turisti stranieri non sanno resistere. Ecco cosa emerge nel dettaglio dal rapporto. Una ulteriore crescita delle presenze turistiche (+2,7%) unita alle buone indicazioni per i settori di benessere, natura e montagna estiva e qualche difficoltà invece per turismo balneare e montano invernale. Un documento che mostra l'andamento dell'Italia nel 2005 e le prime valutazioni sul 2006, attraverso dati ufficiali e stime in grado di rilevare il quadro a livello nazionale e regionale dei movimenti nelle strutture ricettive e nelle seconde case, oltre a temi specifici quali tassa di scopo, concentrazione delle vacanze e ruolo del calendario scolastico. Tra i più rilevanti dati che emergono dal rapporto 2006/2007, l'aumento di presenze turistiche anche nel 2006 con un valore tendenziale che non si discosta dal +2,7% registrato nel 2005 Una crescita che ha portato nell'ultimo anno a superare i 355 milioni di notti trascorse nelle strutture ricettive italiane dai turisti. Un valore che tuttavia non abbraccia tutto il fenomeno, rimanendo inferiore ad una realtà che comprende anche le presenze nelle seconde case che, nel complessivo, portano il numero totale di notti trascorse dai visitatori nel nostri Paese a circa 1,1 miliardi di notti. Gli ospiti stranieri, nel 2005, hanno aumentato il loro interesse per l'Italia, facendo segnare un aumento del 5% nelle presenze. Inferiore, seppur ancora positivo, il dato relativo al flusso di visitatori italiani, che ha registrato un +1,1%. Bene anche il turismo nelle città d'arte e di cultura, aumentato di circa il 4%. Complessivamente il comparto turistico italiano conserva la sua fondamentale importanza nel contesto dell'economia del paese. Una valutazione, questa, provata dall'attivazione da parte del turismo del 10,5% dei consumi interni e dal 5% del valore aggiunto generato. Dati che sono 2,5 volte superiori rispetto al comparto «agricolo alimentare» e quasi quattro volte in più rispetto alla ricchezza generata da «tessili, abbigliamento, pelli e calzature». Complessivamente, dal rapporto Mercury emerge un sistema italiano più forte di quanto questo appaia dai dati diffusi a livello internazionale. A prescindere dalle risorse e dai servizi per i quali è in atto un processo di miglioramento della qualità ancora da completare, i valori reali del flusso internazionale pongono l'Italia allo stesso livello della Francia, considerata senza pieno diritto la «regina» del turismo internazionale.

30.9.06

Chiusi i lavori del Forum Aitr 2006 - Il Manifesto di Penne

Chiusi i lavori del Forum Aitr 2006 - Il Manifesto di Penne


Circa 200 le presenze ai lavori del Forum del Turismo Responsabile 2006 conclusosi a Penne (Pe) che ha visto la partecipazione di oltre 20 sigle di associazioni ed enti impegnati a vario titolo nella promozione del territorio e del turismo. Affermato il ruolo fondamentale della creazione di reti, della qualità della vita come indice di sviluppo locale e anche turistico e della responsabilità sociale e sostenibilità ambientale quali principi per una riconoscibilità sul mercato di iniziative turistiche.

Tre le sessioni di lavoro che, oltre ai lavori assembleari, sono state un ampio confronto tra i soci di Aitr (84 a tutt’oggi) e un folto gruppo di sigle di associazioni ed enti attivi sul territorio nazionale e locale.

Osservatorio sugli impatti del turismo: tra i risultati del forum emerge la volontà di istituire un osservatorio sugli impatti del turismo dando così un ruolo fondamentale alla denuncia e alla critica degli impatti negativi del turismo e sottolineando invece gli aspetti positivi dall’incontro tra turisti e comunità locali e tutela dell’ambiente e del patrimonio culturale e artistico.

Sistemi locali di turismo responsabile: a partire dalle esperienze associative e in particolare di turismo comunitario in Italia (I briganti del Cerreto in Emilia e le Donne di Domus Amigas nell’Iglesiente sardo) nasce la proposta di Aitr di sviluppare “sistemi locali di turismo responsabile” in cui la libera aggregazione di soggetti con interessi e impegno diverso, catalizzino il loro operare nel creare poli in territori circoscritti e con loro omogeneità sociali e comunitarie.

Manifesto di Penne: dal Forum esce il Manifesto di Penne, documento che afferma in differenti in proposte un comune sentire di un ampio numero di soggetti presenti al forum. In particolare mettendo tra le parole chiave del documento la qualità, la convivialità, l’orgoglio e l’identità, la bellezza e la biodiversità, la riconoscibilità e il posizionamento sul mercato di iniziative turistiche con una forte componente di impegno sociale e civile.

Hanno aderito al Forum di Aitr: Domus Amigas, Teresa Piras, Paola De Logu - I Briganti di Cerreto, Renato Farina - ANCI Borghi più belli d’Italia, Piero Leoni - Associazione Alberghi Diffusi, Michele Esposto - WWF, Roberto Furlani ed Elisabetta Freuli - Legambiente, Luigi Rambelli e Antonio Nicoletti, Carmine Maturo - CTS Ambiente, Micaela Solinas - Associazione Città Slow, Piergiorgio Oliveti - Cta, Pino Vitale, Associazione Le Mat, Renate Goergen - ARCI, Marilia Consalve e Giorgio De Iure - CAI, Giuliano Cervi - AIGAE, Stefano Spinetti , Legapesca/AGCI Pesca/Federcopesca - CTG-Hospites, Maria Pia Bertolucci - CO.MO.DO - Legacoop Turismo, Maurizio Davolio - ANCST, Giampaolo Piazza, Federcultura Turismo Sport, Rosaria Nelli, Lanfranco Massari, Debora Violi - UNPLI, Claudio Nardocci - Viaggi Solidali, Enrico Marletto - Borghi autentici d’Italia, Enzo D’Urbano - La Boscaglia, Luigi Lazzarini - Atlantide, Mauro Conficoni - ICEA, Michela Coli - Anagritur, Giorgio Losurdo - Federparchi – FAI, Antonio Percario - Movimento Turismo del Vino, Massimo Di Cintio - ARCO Consumatori, Franco Venni - Viaggi e Miraggi, Valentina Pascucci – Slow Food, Silvio Barbero – Acea – Astoi, Piergianni Addis – Trento School of Management, Luca D’Angelo, Paolo Grigolli – Cittadinananza attiva – AGICES, Assemblea generale italiana del commercio equo e solidale – Associazione Botteghe del Mondo – Asvi, Agenzia per lo sviluppo del nonprofit

“Questo Forum è il primo di una stagione di iniziative che inaugura l’impegno di Aitr sul fronte del Turismo italiano e la creazione di una rete di soggetti che condividono idee valori e buone pratiche –afferma Maurizio Davolio, presidente di Aitr-. Tutti questi soggetti troveranno un percorso comune per contribuire alla qualità dell’accoglienza, dell’ospitalità e dello sviluppo comunitario del nostro Paese basato sugli aspetti di identità, unicità e convivialità”.

MANIFESTO DI PENNE

Nella città di Penne (PE) l’Associazione Italiana Turismo Responsabile –Aitr- ha tenuto il proprio Forum annuale nei giorni 27 e 28 settembre.

Il Forum, aperto mercoledì 27, Giornata Mondiale del Turismo, è proseguito il giorno successivo, subito prima dell’avvio della Conferenza del turismo italiano organizzata dal Governo a Montesilvano, Pescara.

In questo modo l’AITR ha voluto affidare all’evento un ruolo di preparazione alla Conferenza, ha voluto favorire una discussione profonda sui problemi del turismo italiano in modo da poter poi contribuire con proposte proprie ai lavori della Conferenza stessa.

L’invito al Forum è stato rivolto alla folta base associativa di AITR e anche a tanti altri soggetti che in Italia da tempo sono protagonisti di importanti esperienze, iniziative e buone pratiche che contribuiscono al miglioramento della qualità dell’offerta turistica italiana, alla scoperta di nuove risorse, alla ricerca di forme di sviluppo sostenibile, rispettoso dell’ambiente, capace di valorizzare il patrimonio monumentale e culturale ma anche umano, sociale e civile del nostro Paese.

Soggetti che però raramente hanno la possibilità di comunicare la loro preziosa esperienza in sedi appropriate, e anche di incontrarsi tra di loro, di condividere le loro idee e le loro iniziative, di cercare paradigmi comuni.

Le associazioni, le organizzazioni, le cooperative presenti al Forum ritengono:
· Che la definizione delle politiche del turismo in Italia debba coinvolgere non soltanto gli enti pubblici competenti, Stato, Regioni e autonomie locali e le rappresentanze dell’industria turistica, ma anche tutti quei soggetti, associazioni, organizzazioni ambientaliste e dei consumatori, cooperative, rappresentanti del mondo del volontariato che da anni operano per la qualificazione del turismo in Italia, promuovono forme nuove di turismo, valorizzano la bellezza, i saperi e la cultura materiale del nostro Paese, contribuiscono al miglioramento dell’immagine dell’Italia all’estero.

· Che l’Italia debba trovare una propria via per lo sviluppo e la qualificazione, proponendosi come destinazione unica e originale; tenendo d’occhio certamente i prezzi ma insistendo soprattutto sulla qualità della propria offerta, costituita dal grande patrimonio storico monumentale e naturalistico ma anche da altri aspetti immateriali quali lo stile di vita, l’accoglienza, l’ospitalità, la professionalità dei propri operatori, la convivialità nei rapporti fra residenti e turisti, l’autenticità e l’identità dell’offerta, l’orgoglio per la propria memoria e la testimonianza del proprio impegno nell’agire civile e sociale.

· Che debbano essere favoriti, sostenuti, tutelati e i processi di aggregazione locale, su territori omogenei dove operatori turistici, enti locali, associazioni formali e informali del territorio collaborano spontaneamente con dinamiche dal basso verso l’alto, ricercano l’integrazione dei loro prodotti con le esigenze e istanze espresse dalle comunità locali; vanno preferiti tali processi di rilocalizzazione rispetto a scelte amministrative e burocratiche che non hanno finora consentito il decollo dei Sistemi Turistici Locali –in particolare nel Sud del Paese, nelle aree sensibili e a rischio di spopolamento-.

· Che debba essere posta grande attenzione ai temi della sostenibilità dello sviluppo, al rispetto dell’ambiente già troppo spesso danneggiato e compromesso, al rispetto delle popolazioni locali e del loro ruolo di protagonisti nella tutela dell’ambiente e della biodiversità, alla preferenza per sistemi di trasporto dolce; in particolare una attenzione al mondo della scuola e della formazione quale volano per la diffusione di una competenza diffusa della tutela e valorizzazione dell’ambiente.

· Che l’Italia, in collaborazione con le associazioni delle persone con disabilità, debba valorizzare in particolare le buone pratiche di piena accessibilità del territorio delle strutture ricettive da parte di persone con bisogni speciali e della loro integrazione come lavoratori nelle imprese turistiche con particolare attenzione alle cooperazione sociale.

· Che la riscossa dell’Italia come destinazione turistica mondiale non debba essere riposta unicamente nei dati numerici, nella quantità degli arrivi e delle presenze e nella quota di mercato posseduta, ma debba puntare al primato come paese accogliente ed ospitale, dove stanno bene insieme residenti e turisti, in un quadro di sicurezza, di correttezza di comportamenti, di convivialità ed amicizia; le associazioni di categoria, la scuola e il mondo universitario e della formazione hanno tutti gli strumenti per contribuire al raggiungimento di questo risultato qualitativo
Penne, 28 settembre 2006

Al Forum hanno preso parte i soci di Aitr e le seguenti organizzazioni nazionali:


AGCI Pesca
ANCST
ARCI Turismo
Associazione Alberghi Diffusi
Associazione Borghi Autentici d’Italia
Associazione Città Slow
Associazione Le Mat
Bureau International du Tourisme Social
Club Alpino Italiano
Centro Turistico Giovanile
CTS Ambiente
FAI
Federcultura Turismo Sport
Legacoop Turismo
Legambiente
Slow Food
UNPLI
WWF

22.9.06

Turismo responsabile, Forum 2006: riportare le comunità locali e la convivialità al centro del dibattito

Identità e territorio, convivialità e impegno, rete e comunità locale, giustizia sociale e cooperazione: sono i temi chiavi del Forum del turismo responsabile 2006 promosso dall’Associazione italiana turismo responsabile
a Penne (PE) dal 27 al 28 settembre


Sono oltre 30 le organizzazioni e gli enti che si danno appuntamento a Penne (PE) in occasione del Forum del turismo responsabile promosso da Aitr in occasione della Giornata mondiale del Turismo indetta dall’Onu e in concomitanza con la Conferenza nazionale sul Turismo convocata dal Governo italiano. L’obiettivo è di portare al dibattito sulle prospettive del turismo in Italia un contributo forte da parte di Aitr e delle tante realtà che proprio per il turismo si spendono quotidianamente senza tuttavia avere voce in capitolo nella determinazione della politica del Turismo.


Proprio in occasione della Conferenza nazionale sul turismo promossa dal Governo si concentra il contributo del Forum, creando una occasione di confronto libera e informale, per una discussione più approfondita sui temi che Aitr ritiene di dover mettere al centro della riflessione: la convivialità, l’identità italiana e l’autenticità nel nostro turismo, il suo sviluppo sostenibile, il prezioso ruolo della popolazione, la nascita spontanea di aggregati territoriali, l’accessibilità dell’intero patrimonio italiano e di tutte le sue attrattive, la qualità dell’accoglienza, dell’ospitalità e di tutti quegli aspetti immateriali che possono fare la differenza, la rilocalizzazione e la cooperazione sociale.


Hanno finora aderito e prendono parte al Forum di Aitr: Domus Amigas, Teresa Piras - I Briganti di Cerreto, Renato Farina - ANCI Borghi più belli d’Italia, Pietro Leoni - Associazione Alberghi Diffusi, Michele Esposto - WWF, Roberto Furlani - Legambiente, Luigi Rambelli e Antonio Nicoletti, Carmine Maturo - CTS Ambiente, Micaela Solinas - Associazione Città Slow, Piergiorgio Oliveti - Cta, Pino Vitale, Associazione Le Mat, Renate Goergen - ARCI, Giorgio De Iure - CAI, Giuliano Cervi - AIGAE, Stefano Spinetti , Legapesca/AGCI Pesca/Federcopesca - CTG-Hospites, Maria Pia Bertolucci - CO.MO.DO, * - Legacoop Turismo, Maurizio Davolio - ANCST, Franco Tumino, Federcultura Turismo Sport, Rosaria Nelli, Lanfranco Massari - UNPLI, Claudio Nardocci - Viaggi Solidali, Enrico Marletto - Borghi autentici d’Italia, Enzo D’Urbano - La Boscaglia, Luigi Lazzaroni - Touring Club Italiano - Atlantide, Mauro Conficoni - ICEA, Michela Coli - Anagritur, Giorgio Losurdo - Federparchi – FAI - Movimento Turismo del Vino, Massimo Di Cintio - ARCO Consumatori, Franco Venni - Viaggi e Miraggi, Valentina Pascucci – Slow Food, Silvio Barbero – Acea, Federico Ceratti – Icea – Le Mat, Renate Goergen

Hanno confermato la loro partecipazione al forum del Turismo Responsabile 2006:
On. Andrea Marcucci, Sottosegretario ai Beni Culturali
Enrico Paolini, Vice Presidente Regione Abruzzo, Coordinatore Assessori Regionali al Turismo
Piergiorgio Togni, Direttore Generale Direzione Turismo
Norberto Tonini, Presidente Bureau International Tourisme Social

“La nostra non è una controconferenza come qualcuno ha voluto insinuare – afferma Maurizio Diavolio, presidente di Aitr. E’ una iniziativa autonoma che vuole essere un contributo ad affrontare temi che sono importanti e che rischiano di essere sottovalutati e trascurati se ci si concentra solo su altri temi, pur rilevanti, come il governo del turismo, i finanziamenti pubblici all’industria turistica, la riduzione dell’IVA e la quantità delle risorse per la promozione all’estero. Al Forum del turismo responsabile abbiamo invitato i soggetti che hanno esperienze intense di partecipazione da raccontare, testimonianze significative, e proposte da avanzare al Governo, alle Regioni, alle autonomie locali e all’industria turistica per i prossimi anni, assicurando la loro collaborazione”.

Il turismo a misura di natura nel 2006 e' in netta crescita in Italia.

E' quanto emerge dall'indagine svolta dall'Osservatorio Turismo Natura istituito da Wwf, FederCultura Turismo Sport-Confcooperative, Legacoop Turismo, Aigae (Associazione Italiana Guide Ambientali Escursioniste) dell'Osservatorio Turismo Natura. Dall'indagine emerge, infatti, che il 40% degli operatori ha registrato un deciso aumento del flusso turistico rispetto al 2005, mentre la restante parte del campione ha delineato un quadro in linea o in altri casi in leggero rialzo rispetto all'anno precedente.

6.9.06

Vacanze solidali in aumento in USA

Le vacanze solidali sono in aumento negli Usa, tanto da indurre la società di ricerca Yesawich, Pepperdine&Brown/Yankelowich a realizzare un'apposita indagine. Ne è risultato che oggi gli statunitensi in partenza per vacanze a sfondo umanitario o solidale rappresentano un abbondante 6% del movimento turistico complessivo. "Un numero impressionante" dichiarano i curatori dello studio, segnalando che ad oggi sono circa 150 le associazioni promotrici di turismo solidale, molte delle quali indirizzano i flussi verso la Repubblica Dominicana

5.9.06

Torrecuso (Bn), prima Città del Vino italiana “trucioli No”

Ancora non sono autorizzati, ma prevenire è meglio che curare, deve aver pensato il sindaco di Torrecuso (Benevento), una tra le più importanti Città del Vino della Campania. Stamattina, infatti, ha firmato la prima ordinanza in Italia che intende sbarrare la strada - nel territorio comunale - all’uso dei trucioli di legno per aromatizzare i vini, dandogli un finto “effetto barrique”. Nell’ordinanza è scritto che, in vista del recepimento da parte dello Stato italiano dell’autorizzazione alla pratica enologica dei cosiddetti chips, all’interno del territorio di Torrecuso non sarà consentito “per motivi precauzionali, legati alla salute del consumatore”, l’uso dei trucioli da parte delle aziende locali. Il comune di Torrecuso ha pure aderito alla petizione lanciata da Città del Vino e Legambiente, che ha visto come primo firmatario il presidente del Senato, Franco Marini. “L’ordinanza del comune di Torrecuso – ha dichiarato Floriano Zambon, presidente di Città del Vino – è un atto che anticipa l’autorizzazione all’uso dei trucioli di legno, prevista nei prossimi mesi. Riteniamo che potrebbe essere una strada da percorrere in tutti i Comuni Città del Vino, 550 in Italia, per arginare una pratica che a nostro avviso va contro gli obiettivi di qualità che dovrebbe porsi il sistema vitivinicolo del nostro Paese”.

2.9.06

TURISMO: RUTELLI, RIPENSIAMO A SCAGLIONAMENTO FERIE


Un dibattito "ampio e approfondito" nel Paese per rilanciare l'industria del Turismo, ripensando il modo di fare le vacanze e lo scaglionamento delle ferie degli italiani. A lanciarlo e' il vicepremier Francesco Rutelli, ministro dei Beni Culturali con delega di coordinamento per il Turismo, dal workshop dello Studio Ambrosetti a Cernobbio."Non pensiamo di pianificare le vancaze in modo sovietico", ha subito precisato il ministro ma riorganizzare le vacanze in funzione di questa grande industria che e' il turismo, naturalmente tenendo conto delle esigenze dei cittadini"."Le ferie non si toccano, questo e' chiaro. Si tratta di capire come distribuirle nell'arco dell'anno. Nella scuola per esempio, si puo' ragionare insieme se e' giusto che i tre mesi di vacanze - ha spiegato Rutelli - siano concentrati nel periodo giugno-agosto, oppure se non sia il caso di avere una parte maggiore di vacanze distribuite nel corso dell'anno. Queste per destagionalizzare certe attivita' e favorire la conoscenza dell'Italia". (AGI)

16.8.06

Borsa del turismo archeologico

Torna a Paestum (Salerno) la Borsa del Turismo Archeologico e giunge alla nona edizione, dal 16 al 19 novembre. Ospite d'onore di questa edizione 2006 sarà la Grecia dopo l'Egitto, il Marocco, la Tunisia, la Siria, la Francia e l'Algeria. Al salone espositivo, dislocato su un'area complessiva di circa 15.000 mq, ogni anno sono presenti operatori da tutto il mondo, mentre all'Enit è affidata la partecipazione dei buyer esteri per l'incontro professionale con l'offerta italiana. Si terranno gli ArcheoIncontri, per dare alle istituzioni, alle università, alle soprintendenze, agli enti locali e alle aziende private l'opportunità di confrontarsi su progetti e attività.

10.8.06

TURISMO: BENE IL 2006. 4 MILIONI LE PRESENZE NEL BEL PAESE

Turismo in crescita quest'estate in Italia. Secondo una ricerca svolta dal centro studi di Fipe-Confcommercio, nei mesi estivi dovrebbero arrivare 860mila turisti in piu' che, in base a una durata media di soggiorno, totalizzeranno 4 milioni di presenze aggiuntive: un segmento in grado di generare da solo un giro d'affari da 300 milioni di euro. In particolare, l'amor patrio, rispolverato per la vittoria dei mondiali di calcio, i timidi segnali di crescita economica e soprattutto la stanchezza per aver stretto troppo la cinghia hanno convinto gli italiani a scegliere le mete nostrane. La ricerca e' stata condotta su un campione di 260 imprese fra ristoranti, bar, gelaterie, discoteche, stabilimenti balneari, rifugi alpini, parchi a tema e centri benessere nelle aree piu' importanti e rappresentative del Paese. Complessivamente, nel quadrimestre giugno-settembre, a prescindere dalla modalita' di vacanza scelta dai turisti, afferma l'indagine, il loro numero moltiplicato per i giorni di permanenza, fara' ammontare a 500 milioni le presenze. I mesi preferiti rimangono in ogni caso luglio e agosto. La spesa degli italiani per le vacanze rimane comunque ben calibrata, nonostante i prezzi siano rimasti invariati per il 73% degli esercenti; si preferisce risparmiare su alberghi, pensioni, bungalow scelti dal 37,3% delle persone rispetto alle abitazioni private preferite dal 62,7%. Il resto della spesa viene cosi' destinato a divertimenti di vario genere, dai centri benessere alle gelaterie e stabilimenti balneari, ma si consuma anche in bar, ristoranti e pizzerie. Meno attraenti, invece, i rifugi alpini e le discoteche. In cima alle preferenze degli italiani c'e' il mare (soprattutto il tratto di costa dall'alto adriatico alla romagnola) e le citta' d'arte; meno richiesti, invece, i centri minori e la montagna, mentre decisamente in calo risulta essere il soggiorno al lago. A livello di moda, oltre al bicchier d'acqua, meglio se minerale, vanno alla grande scelte alimentari improntate sul salutismo: piatto unico, frutta, verdura, gelati, birra e pizza. Bene anche i succhi di frutta e il vino bevuto con moderazione. Decisamente rifiutati, invece i pasti completi, aperitivi e alcolici. ''L'aumento degli italiani in vacanza - afferma il presidente di Fipe, Lino Stoppani - con un trend positivo del settore segnala una ripresa economica in atto. Gli operatori turistici hanno investito sulla qualita' dell'offerta, adattandola alle esigenze in continua evoluzione della clientela. Tutto cio' unito ad una maggiore attenzione alla politica dei prezzi ha portato ad un recupero significativo di quote di mercato, come testimonia l'incremento delle destinazioni nazionali operata da molti italiani che in passato preferivano la convenienza di mete esotiche. Una tendenza - conclude Stoppani - in linea con il programma del vicepremier, Francesco Rutelli, che ha trasmesso ottimismo e fiducia importanti a consolidare una ripresa nel Paese''.

5.8.06

Italia: vantaggi del turismo responsabile nelle aree di pregio

Turismo responsabile in aree di pregio da WWF Il secondo rapporto dell'Osservatorio Turismo & Natura istituito dal WWF mette in risalto i vantaggi per l'ambiente e le comunità locali derivanti dal turismo sostenibile nelle aree di pregio Il turismo sostenibile fa bene all'ambiente e alle comunità locali. E’ un volano per l’indotto, migliora l’estetica dei paesi e aumenta il senso di appartenenza delle comunità locali. E’ quanto emerge dal e da Legacoop turismo, Associazione italiana Guide Ambientali escursioniste (Aigae), Federcultura, turismo e sport (Confcooperative), che ha analizzato la sostenibilità ambientale, sociale ed economica del turismo in aree ad alto valore naturalistico. L’indagine ha coinvolto 238 cooperative, società, associazioni operanti in territori naturalisticamente rilevanti e dalle riposte a una serie di domande sono emersi dati molto interessanti. Il 41,67% delle imprese intervistate dichiara di avere più di 10 realtà economiche collegate per le proprie attività: nell’85% dei casi si tratta di altri operatori del turismo, nel 58% di associazioni culturali e nel 53,33% di società di servizi. Come messo in evidenza dal 50 % degli operatori, il 100% degli addetti fissi dell’impresa appartengono alle comunità locali delle aree in cui si svolgono le attività. Oltre ad offrire occupazione, il turismo naturalistico è visto di buon occhio: per il 60 % degli intervistati le comunità locali hanno una considerazione positiva delle attività di turismo e natura e il 51,67% dichiara che non ci sono mai stati conflitti legati alla presenza di turisti sul territorio. I vantaggi per il territorio del resto sono molti. Il turismo ha contribuito al suo miglioramento estetico (45%) al recupero del centro storico (41,67%) e al miglioramento degli esercizi commerciali (40) senza portare, come dice il 61,67% degli intervistati, a un aumento dei prezzi e del costo della vita per gli abitanti locali. Infine ha sviluppato il senso di appartenenza (43,33%) e di identificazione della comunità con l’area di interesse naturalistico (43,33%) e nel 35 % dei casi ha anche portato al cambiamento d’opinione di chi era contrario all’istituzione dell’area protetta. Se da un lato, l’indagine mette in evidenza come negli ultimi anni la sensibilità dei turisti sia cresciuta conplessivamente di quasi il 27 per cento (il rispetto degli elementi naturali è al 58,33%, attenzione alla raccolta differenziata è del 40%) non mancano gli impatti negativi del turismo. Prima di tutto i rifiuti (67%), poi i danni a sentieri provocati da cavalli, mountain bike, moto, passaggi fuori sentiero, che costituiscono il 46,67%, il traffico (41,67%) e l’asportazione e il danneggiamento di elementi naturali (40%). Tutti problemi che possono essere evitati con un pò di accortezza dei gestori delle aree protette e con piani di capacità di carico turistico, riqualificando i sentieri più battuti e chiudendo le strade secondarie al traffico. Dal rapporto infatti emerge che nel 70% dei casi manca all’interno dell’impresa una certificazione o carta di qualità che contiene riferimenti specifici di attenzione alla sostenibilità ambientale,secondo rapporto dell’Osservatorio Turismo & Natura istituito dal WWF e da Legacoop turismo, Associazione italiana Guide Ambientali escursioniste (Aigae), Federcultura, turismo e sport (Confcooperative), che ha analizzato la sostenibilità ambientale, sociale ed economica del turismo in aree ad alto valore naturalistico. L’indagine ha coinvolto 238 cooperative, società, associazioni operanti in territori naturalisticamente rilevanti e dalle riposte a una serie di domande sono emersi dati molto interessanti. Il 41,67% delle imprese intervistate dichiara di avere più di 10 realtà economiche collegate per le proprie attività: nell’85% dei casi si tratta di altri operatori del turismo, nel 58% di associazioni culturali e nel 53,33% di società di servizi. Come messo in evidenza dal 50 % degli operatori, il 100% degli addetti fissi dell’impresa appartengono alle comunità locali delle aree in cui si svolgono le attività. Oltre ad offrire occupazione, il turismo naturalistico è visto di buon occhio: per il 60 % degli intervistati le comunità locali hanno una considerazione positiva delle attività di turismo e natura e il 51,67% dichiara che non ci sono mai stati conflitti legati alla presenza di turisti sul territorio. I vantaggi per il territorio del resto sono molti. Il turismo ha contribuito al suo miglioramento estetico (45%) al recupero del centro storico (41,67%) e al miglioramento degli esercizi commerciali (40) senza portare, come dice il 61,67% degli intervistati, a un aumento dei prezzi e del costo della vita per gli abitanti locali. Infine ha sviluppato il senso di appartenenza (43,33%) e di identificazione della comunità con l’area di interesse naturalistico (43,33%) e nel 35 % dei casi ha anche portato al cambiamento d’opinione di chi era contrario all’istituzione dell’area protetta. Se da un lato, l’indagine mette in evidenza come negli ultimi anni la sensibilità dei turisti sia cresciuta conplessivamente di quasi il 27 per cento (il rispetto degli elementi naturali è al 58,33%, attenzione alla raccolta differenziata è del 40%) non mancano gli impatti negativi del turismo. Prima di tutto i rifiuti (67%), poi i danni a sentieri provocati da cavalli, mountain bike, moto, passaggi fuori sentiero, che costituiscono il 46,67%, il traffico (41,67%) e l’asportazione e il danneggiamento di elementi naturali (40%). Tutti problemi che possono essere evitati con un pò di accortezza dei gestori delle aree protette e con piani di capacità di carico turistico, riqualificando i sentieri più battuti e chiudendo le strade secondarie al traffico. Dal rapporto infatti emerge che nel 70% dei casi manca all’interno dell’impresa una certificazione o carta di qualità che contiene riferimenti specifici di attenzione alla sostenibilità ambientale, mentre ben il 55% degli intervistati non è a conoscenza del fatto che il Ministero dell’Ambiente ha definito per le attività turistiche nei parchi un marchio di qualità

3.8.06

Turismo: Unioncamere, le mete degli europei in Italia


Roma – Per quanto riguarda il turismo delle città d’arte, i nord-europei, tedeschi, svizzeri e belgi/olandesi si sono lasciati incantare dalla citta' di Firenze mentre gli europei dell'Est, i francesi, gli inglesi e gli spagnoli hanno scelto Roma. L'indagine ha riscontrato che la quota di richieste pervenute dai turisti stranieri ai tour operator europei e' scesa dall'88,8% delle preferenze del 2005 all'80,4% del 2006. Unioncamere specifica che il calo delle presenze turistiche riguarda tutte le nazioni e sono, inoltre, in calo i turisti che si rivolgono agli intermediari per organizzare le proprie vacanze. Per il turismo italiano, buone notizie giungono, secondo la ricerca, dal mercato tedesco: quest'anno, infatti, l'Italia ha raggiunto il 43,1% dei viaggi venduti. Sono cresciute, inoltre, attestandosi al 44% (ben 10 punti in piu' rispetto al 2004) le richieste di viaggio per l'Italia da parte di svizzeri e scandinavi. Nei mercati dell'Est, spiega in una nota Unioncamere, l'Italia non e' la meta prescelta: infatti e' passata dal 52% del 2003 al 43,6%. Stabile, invece, la richiesta proveniente da Spagna e Austria, mentre la Francia nel 2006 torna a crescere dopo la battuta d arresto dell’ anno scorso. Citta' d'arte, itinerari e mare attirano sempre, infine, i mercati d'Oltralpe.

1.8.06

TURISMO: PARTE CAMPAGNA PER FAR TORNARE ITALIA LEADER

ROMA - "Raccontateci le vostre vacanze all'estero per migliorare le vacanze di tutti in Italia". E' lo slogan, o meglio la richiesta che la presidenza del Consiglio dei ministri rivolge a tutti gli italiani che preferiscono trascorrere le vacanze all'estero piuttosto che in Italia, per avere indicazioni su come migliorare l'organizzazione del settore nel nostro paese. Su questo interrogativo è infatti centrata la nuova campagna di comunicazione presentata oggi dal vice presidente del Consiglio, con delega al Turismo, Francesco Rutelli. "Se mi chiedete quanti sono gli italiani che vanno all'estero in vacanza - ha esordito Rutelli - rispondo che sono troppi. Dobbiamo dunque recuperare una capacità di far fare le vacanze agli italiani in Italia, ma per questo noi dobbiamo avere l'umiltà di farci raccontare anche da loro cosa dobbiamo imparare". "Noi siamo campioni del mondo - ha proseguito con riferimento alle caratteristiche del Paese - per bellezza, cultura e paesaggi, ma abbiamo purtroppo perso in capacità di attrazione ed è dunque necessario recuperare le posizioni perdute. Se negli anni '70 eravamo al primo posto nel mondo - ha ricordato - ora siamo scesi al quinto, ma l'obiettivo di questo governo è quello di tornare ad essere campioni del turismo mondiale in 10 anni". Secondo Rutelli, il primo problema da affrontare è quello dell'organizzazione del settore, ma anche nel campo rapporto qualità -prezzo c'é da lavorare: non tanto nel settore alberghiero, cui il vice premier ha riconosciuto lo sforzo di tenere bassi in prezzi in questa ultima stagione quanto in altri servizi come i pubblici esercizi e i trasporti. Illustrati nella conferenza stampa anche i manifesti connessi all'iniziativa, in cui figura in grande la dicitura "Bentornati! Alla grande squadra che farà vincere l'Italia". Il "Dialogo" con gli italiani che il governo si propone avrà inoltre uno dei suoi principali strumenti su Internet, sul sito "http://www.turistiprotagonisti.it/" ma si potrà fornire i propri suggerimenti anche con un Sms al numero 48235.

RUTELLI, PUO' FAR CRESCERE PIL DELLO 0,5% L'ANNO
Con un adeguato impegno "il turismo può far crescere il Pil dello 0,5% l'anno".
Lo ha sottolineato il vicepremier Francesco Rutelli, presentando alla stampa la nuova campagna di comunicazione varata dalla presidenza del Consiglio dei ministri per raccogliere le opinioni dei turisti italiani sulle vacanze all'estero. "Stiamo lavorando ventre a terra per la stagione 2007", ha rilevato ancora Rutelli, annunciando che i dati raccolti con la nuova campagna saranno pronti entro ottobre, ma che ve ne sarà già una significativa anticipazione in tempo per la conferenza nazionale del turismo di fine settembre a Pescara. La campagna servirà dunque per preparare la stagione 2007, così come il portale unico del turismo 'Italia.it', che dovrà integrare la presentazione dell' offerta anche con funzioni - ha detto - capaci di "catalizzare la domanda".
Il turismo in Italia ha fatto l'errore di adagiarsi sui risultati raggiunti in passato e ha peccato di "presunzione", ha detto ancora il vice-premier, "mettendo in questi anni il pilota automatico e così perdendo le sue posizioni". Fra le carenze che lo riguardano, ha evidenziato, anche la minore capacità di incontrare tutta la gamma della domanda, da quella più esigente a quella dei giovani in sacco a pelo, rispetto ai paesi concorrenti. "Nell'offerta italiana vi sono solo 20 punti di differenza tra la tariffa base e quella più alta - ha sottolineato - contro i 40 che si registrano in Spagna. I pellegrini che raggiungono Roma lungo la via Francigena - ha esemplificato - lamentano proprio l'assenza di posti letto a prezzi popolari nella capitale". Ma al più presto bisogna attrezzarsi, ha aggiunto, anche rispetto alle tendenze in atto a livello globale, dove operatori leader sono pronti ad offrire al cliente anche il biglietto aereo gratis, compensandolo con gli introiti attesi dalla fornitura degli altri servizi. Rutelli è infine tornato sulla trasmissione tv "Alle falde del Kilimangiaro" di Lucia Colò su Raitre, di cui aveva già parlato nei giorni scorsi in un commissione cultura al Senato, ribadendo che si tratta di un "bellissimo programma", e che è giusto "sprovincializzarsi". "Ma anche in Italia - ha concluso - abbiamo molti Kilimangiaro che dobbiamo far conoscere".

RUTELLI, CRESCIUTE IN QUESTI ANNI CAPACITA' REGIONI"
A mio avviso sarebbe stato giusto mantenere un ministero per il Turismo, ma è stato comunque un bene che in questi anni sia cresciuta la capacità operativa delle Regioni in questo settore". Lo ha rilevato il vicepremier con delega al Turismo Francesco Rutelli, rispondendo ad una domanda sul rischio che perduri la frammentazione delle varie politiche turistiche regionali a svantaggio di una promozione complessiva del marchio Italia. "E' del resto difficile che da un palazzo di Roma - ha aggiunto - si possa promuovere adeguatamente, per esempio, la zona del Collio in Friuli". Rutelli ha però anche sottolineato come, con la delega per il Turismo a Palazzo Chigi, le politiche del settore tornino sul piano strategico al governo, e rimangano sugli altri fronti alle Regioni.

google08930602059d5704.html

google08930602059d5704.html

28.7.06

Ridecolla il turismo degli italiani

ROMA - L'industria del turismo "made in Italy" ha ripreso a correre come non accadeva dal settembre del 2001, dai giorni della grande paura. Sono passati 5 anni, la voglia di viaggi e di vacanze si è rinvigorita, a dispetto del ciclo economico e delle finanze personali non sempre brillanti. In numeri assoluti, dice Federalberghi, significa che 23,5 milioni di italiani maggiorenni (rispetto ai 23 milioni del 2005) dichiarano di aver già fatto o di accingersi a fare vacanze in estate. Quest'anno si spenderanno in media 935 euro che determineranno un giro d'affari pari a 21,9 miliardi di Euro rispetto ai 19,6 miliardi di Euro del 2005 (+11,5%). Più italiani possono dunque andare, ma aumentano quelli che non ci vanno per motivi economici (44,2% rispetto al 32,4% del 2005). Chi opera nel settore attende ora di conoscere quali misure il governo metterà in campo per il rilancio definitivo e proiettare l'Italia ai primi posti mondiali

27.7.06

Napoli vista dal mare

Domenica 6 agosto primo appuntamento del nuovo ciclo di escursioni viamare organizzato dall'Ascultur Campania e promosso dall'Assessorato alTurismo del Comune di Napoli.
La manifestazione denominata "Napolivista dal mare" rappresenta ormai un appuntamento fisso per il mese di agosto per chi rimane in città ed intende trascorrere qualche ora andando per mare riscoprendo le bellezze del nostro golfo tra le lucidel tramonto.
Nel primo appuntamento verrà illustrata la costa metropolitana.
Partendo dal Beverello, si costeggerà via Partenope -Castel dell'Ovo - via Caracciolo - Mergellina - le Ville di Posillipo -Nisida e Bagnoli.
La guida è Adelaide De Martino che farà rivivere la storia e le leggende dei siti più significativi visti dal mare.
Domenica 13 agosto l'itinerario è intitolato "viaggio nei Miti e neiSiti dei Campi Flegrei" per approfondire la storia del Rione Terra, di Baia e le leggende dei Campi Flegrei Martedi 15 agosto l'itinerario èla costa delle Sirene.
Partendo dal Beverello si costeggerà l'area vesuviana con le splendide ville del Miglio d'Oro - Castellammare -Vico Equense fino a Sorrento con i suoi alti costoni.
Domenica 20agosto "L'isola di Arturo" si arriverà fino a Procida (La Corricella)attraversando tutti i paesi dell'area Flegrea.
L'imbarco è alle ore17.15 la partenza è alle ore 17.30 imbarco n. 1 del molo Beverello
La motonave è la Galaxy ed il rientro è previsto per le ore 20.00 alBeverello
I costi sono: € 11,00 adulti e € 6,00 i bambini (fino a 11anni)
Prevendita: agenzia Viale Elena Centro Viaggi, viale Gramsci 17Napoli tel. 081/7611510
Per informazioni e prenotazioni: ASCULTURCAMPANIA 081/665532 - 3355345697

25.7.06

LE AREE PROTETTE CAMPANE:STALLO E OPPORTUNITÀ DI SVILUPPO A RISCHIO PER 1.500.000 ABITANTI DELLA CAMPANIA

NAPOLI
27 luglio 2006-07-25
Ore 10-11

SALA DELLA LOGGIA
MASCHIO ANGIOINO, Napoli

c o n f e r e n z a s t a m p a

delle Associazioni Ambientaliste:
AMICI DELLA TERRA, LEGAMBIENTE,LIPU, ITALIA NOSTRA, VAS, WWF

LE AREE PROTETTE CAMPANE:
STALLO E OPPORTUNITÀ DI SVILUPPO A RISCHIO
PER 1.500.000 ABITANTI DELLA CAMPANIA


Parchi e riserve naturali rischiano di esistere solo su carta

Subito il completamento degli organi di gestione, pena la perdita di milioni di euro di fondi europei
Allo stato attuale, le aree protette regionali non esercitano un attivo ruolo: non fanno conservazione e non propongono e determinano sviluppo. Spesso sono viste negativamente dalle popolazioni locali o sono del tutto inavvertite.

Una situazione di stallo malgrado siano passati ben tredici anni dall’istituzione di parchi e riserve regionali in Campania.
Infatti:
- nel 1993 viene varata la legge regionale n.33 che istituisce le aree protette in Campania
- ma solo, nel 2002 e nel 2003, dopo alterne vicende, sono stati emanati i decreti definitivi per l’istituzione di parchi e riserve regionali
- solo nel 2005 sono arrivate le nomine dei Presidenti
- allo stato attuale ancora si sta aspettando la nomina dei direttori e degli consigli direttivi.

Di fatto Parchi e Riserve per poter funzionare, per accedere ai nuovi fondi europei 2007/2013, per promuovere conservazione e sviluppo sostenibile necessitano obbligatoriamente di direttori, personale e consigli direttivi.

Le Associazioni Ambientaliste dunque chiedono:

la sollecita istituzione dei consigli direttivi, l’espletamento del concorso per i direttori e la individuazione del personale (senza questi organi le aree protette regionali esistono solo sulla carta). Parimenti si chiede che contemporaneamente riprenda ad operare il Comitato Consultivo Regionale per le aree protette.

20.7.06

Festambiente 2006

Quest'anno siamo alla XVIII edizione: il festival di Legambiente è diventato maggiorenne...e per festeggiare questo evento un ricchissimo programma: concerti, dibattiti, rassegne e degustazioni di prodotti tipici, laboratori scientifici e gastronomici, la città dei bambini, teatro per ragazzi, artisti di strada, cinema, escursioni, giochi sulla spiaggia, conferenze, incontri a tema, e tanta musica.
Programma Spettacoli:
venerdì 4 agosto PFM Premiata Forneria Marconi
sabato 5 agosto Stadio
domenica 6 agosto Edoardo Bennato & Alex Britti
lunedì 7 agosto Stefano Bollani “i Visionari”
martedì 8 agosto Carmen Consoli unplugged
mercoledì 9 agosto Francesco De Gregori
giovedì 10 agosto Paolo Belli & Big Bandvenerdì
11 agosto MAU MAUsabato
12 agosto Max Gazzé & La Camera Migliore
domenica 13 agosto Roy Paci & Aretuskalunedì
14 agosto Teo Teocoli Show in ‘Non ero in palinsesto’
martedì 15 agosto Africa Unite

Per maggiori informazioni circa il programma telefonare a: Circolo Festambiente Rispescia (GR) consultare il sito www.festambiente.it

Per informazioni riguardo la possibilità di pernottamento nei pressi di Festambiente rivolgersi a APT di Grosseto 0564 462611

Ue: chi inquina paga

Con 439 voti favorevoli, 74 contrari e 102 astensioni il Parlamento Europeo ha approvato il principio per cui "chi inquina paga" riferito al trasporto aereo. Un pacchetto di misure che internalizzano i costi ambientali del settore, con particolare riferimento ad una tassa sul kerosene e alla rimozione ventuale degli incentivi fiscali al settore. Un percorso che vedrà anche l'introduzione di biocarburanti, il finanziamento della ricerca e dello sviluppo di carburanti e di tecnologie alternativi e la minimizzazione della concorrenza sleale tra il settore aereo ed altre modalità di trasporto in seno all'Ue.

Il turismo fa bene alle comunità locali che vivono nei territori ricchi di biodiversità

E' positivo il quadro che emerge dal Secondo rapporto dell’Osservatorio Turismo & Natura istituito da WWF, Legacoop Turismo, AIGAE e FederCultura Turismo Sport/Confcooperative, incentrato sulla sostenibilità ambientale, sociale ed economica del turismo in aree ad alto valore naturalistico. L’Osservatorio ha lo scopo di monitorare, con indagini semestrali, gli andamenti della domanda di turismo naturalistico sul piano qualitativo e quantitativo, i cambiamenti e le novità sul versante dell’offerta, le indicazioni sull’impatto ambientale prodotto dal turismo. Nell’indagine sono state coinvolte 238 cooperative/società/associazioni legate alle quattro organizzazioni che potevano fornire anche più di una risposta alla stessa domanda. Decisamente significative le risposte relative alla ricaduta delle attività di turismo naturalistico sul territorio e sulla estesa rete di collaboratori che le imprese attivano grazie alla proprie attività. Il 41,67% delle imprese intervistate dichiara di avere più di 10 realtà economiche collegate per le proprie attività (l’85% di queste sono rappresentate da altri operatori del turismo, il 58% da associazioni culturali e il 53,33% da società di servizi). Complessivamente il 50% degli operatori dichiara che il 100% degli addetti fissi dell’impresa appartengono alle comunità locali delle aree in cui si svolgono le attività. Per il 60% degli intervistati la comunità locale ha una considerazione positiva delle attività di Turismo e natura, e il 51,67% dichiara che non ci sono mai stati conflitti legati alla presenza di turisti sul territorio (causati per il 30% degli intervistati dalla presenza invadente di escursionisti e nel 10% dei casi da campeggiatori abusivi). Diversi i vantaggi per il territorio dalle attività di turismo, che ha contribuito al suo miglioramento estetico (45%) al recupero del centro storico (41,67%), al miglioramento degli esercizi commerciali (40%), senza portare (61,67% delle risposte) a un aumento dei prezzi e del costo della vita per la comunità locale. Infine il turismo ha sviluppato il senso di appartenenza del territorio (43,33%), all’identificazione della comunità locale con l’area di interesse naturalistico (43,33%), e addirittura, nel 35% dei casi al cambiamento d’opinione in chi era contrario all’istituzione di un area protetta. In questi ultimi 5 anni, dichiarano gli operatori, la sensibilità dei turisti nei confronti dell’ambiente è aumentata, in particolare, nel rispetto degli elementi naturali (58,33%) e nell’attenzione alla raccolta differenziata (40%), mentre risulta decisamente aumentata complessivamente per quasi il 27% degli intervistati. Le “bestie nere” dell’ambiente, ossia gli impatti provocati dai turisti nelle are verdi sono i rifiuti (67%), i danni a sentieri provocati da cavalli, mountain bike, moto fuori strada, passaggi fuori sentiero rappresentano il 46,67%; altre criticità provengono da traffico e mobilità (41,67%) e dall’ asportazione e danneggiamento di elementi naturali (40%). I gestori delle aree protette potrebbero però fare la loro parte per contenere questi guai, redigendo dei piani di capacità di carico turistico (63,33%), riqualificando i sentieri più battuti (45%) e chiudendo le strade secondarie al traffico motorizzato (48,33%). Nel 70% dei casi non esiste all’interno dell’impresa una certificazione o una carta di qualità che contiene riferimenti specifici di attenzione alla sostenibilità ambientale, mentre ben il 55% degli intervistati è ignaro che il Ministero dell’Ambiente ha definito per le attività turistiche nei parchi un marchio di qualità. Secondo il 61,67% delle imprese coinvolte nell’inchiesta, i turisti potrebbero pagare un ticket di ingresso di 1-3 euro per accedere a un’area protetta, purchè il ricavato venga investito a beneficio del parco stesso

Parlamento Ue riconosce il commercio equo

E' stata approvata a grande maggioranza all'Europarlamento di Strasburgo la relazione sul commercio equo e solidale recentemente discussa alla Commissione Sviluppo dell'Unione Europea, alla quale hanno diffusamente partecipato le reti internazionali del commercio equo. Una risoluzione importante, che permette di porre nuovamente al centro della discussione politica della Commissione la necessità di una revisione nei termini di maggiore equità e giustizia le dinamiche del commercio internazionale a partire da un settore in netta espansione. Si tratta di un importante primo riconoscimento europeo per il settore.

"No al vino di Pinocchio"

Trucioli di legno, invece dell’affinamento in barrique, per dare profumo e corpo al vino. Una barbarie enologica, una “taroccata” sprezzante delle tradizioni e della qualità che tuttavia rischia di trovare la via della legalità grazie al provvedimento dell’Unione Europea che ammette l’uso di trucioli di legno per l’invecchiamento artificiale dei vini italiani ed europei al posto del tradizionale passaggio nelle piccole botti di rovere, le barrique appunto. Per contrastare questo provvedimento si rafforza la mobilitazione per tutelare il vino italiano: Città del Vino, Coldiretti e Legambiente scendono di nuovo in campo e con loro Ermete Realacci, deputato dell’Ulivo e presidente dell’VIII Commissione alla Camera, che in questi giorni ha presentato una mozione, sottoscritta da parlamentari di maggioranza e opposizione, per chiedere al Governo un impegno contro la normativa dell’Unione Europea sull’uso dei trucioli e per tutelare il vino italiano di qualità.
La mozione è stata presentata, nel corso di una conferenza stampa presso la Sala stampa della Camera dei Deputati, alla quale hanno preso parte Ermete Realacci, deputato dell’Ulivo e presidente dell’VIII Commissione alla Camere (Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici), Roberto Della Seta, presidente di Legambiente, Stefano Masini, Responsabile Ambiente e Consumi di Coldiretti, Floriano Zambon, Presidente di Citta del Vino.
Nella mozione, che vede tra i firmatari anche gli On. Franceschini, Lion, Alemanno, Tabacci, Cacciari, Stradella, Sereni, Saglia, Orlando, Bianco, Stramaccioni, Mariani, Bressa, Soro, Oliverio, Fundarò, si chiede al governo un impegno specifico per intervenire presso tutte le sedi comunitarie affinché vengano privilegiate la qualità e le tipicità del vino italiano e tutelato il lavoro dei produttori vinicoli, scongiurando l’introduzione di sistemi produttivi che abbiano come obiettivo il livellamento dei gusti verso il basso; per definire, con una apposita normativa nazionale, regole e restrizioni nell’utilizzo della pratica in oggetto, in relazione alle varie categorie vinicole, assicurando il diritto dei consumatori a non essere ingannati attraverso l’adozione di chiare modalità di etichettatura; a precisare l’esclusione della pratica enologica dei trucioli di legno per i vini classificati Doc, Docg e Igt.
Il settore vinicolo. Qualche dato.Il settore vitivinicolo coinvolge in Italia circa 700.00 persone che ruotano attorno alla filiera produttiva; tra questi circa 560.000 sono impegnati tra vigneti e cantine, e i restanti 140.000 nella trasformazione e distribuzione. Dei circa 670.00 ettari di Vigneto Italia, solo 250.000 sono stati più o meno recentemente rinnovati; si suppone che la maggioranza di questi vigneti faccia parte di Denominazioni di origine; restano da rinnovare circa 400.000 ettari per un valore complessivo di 20 miliardi di euro, tenendo conto di un valore medio dei terreni di 50.000 euro ad ettaro.Il settore partecipa al sistema economico italiano per una quota di circa 20 miliardi di euro, di cui circa 9 miliardi sono imputabili al vino, mentre per l’indotto si stimano più di 2 miliardi di euro; volendo fare una ulteriore ripartizione di quest’ultimo dato, si possono quantificare circa 650 milioni di euro spesi per l’energia, 600 per le bottiglie, 100 milioni per i tappi, 160 milioni per le etichette e 240 milioni per il packaging (fonte: Ministero per le Attività Produttive).
A questi, vanno aggiunti anche i dati relativi al turismo del vino che ha riscontrato un sensibile incremento nel corso degli ultimi anni, sia in termini di giro d’affari (pari a circa 2,5 miliardi di euro), sia per il coinvolgimento di un’ampia fascia di turisti (circa 4 milioni di enoturisti), con un tasso di crescita stimato del 6%. (fonte: Osservatorio Turismo del Vino – Censis Servizi-Associazione nazionale Città del Vino). Inoltre, il turismo enogatronomico può avvalersi di ben 136 Strade del Vino e dei Sapori, non tutte ancora adeguatamente strutturate come strumenti di offerta turistica integrata, ma sicuramente testimoni di un fermento organizzativo in questo settore che può soltanto migliorare. Nel corso degli ultimi venti anni molte cose nel mondo del vino italiano sono cambiate. Proprio venti anni fa lo scandalo del metanolo (che provocò vittime e danni permanenti alle persone) segnò come una linea di confine tra vecchio e nuovo modo di “fare” vino, e la qualità è diventato il punto di riferimento costante. Una qualità che, partendo dal presupposto che il buon vino si fa nella vigna, ha contribuito allo sviluppo socio economico dei territori rurali, come testimoniano alcuni fattori:· la crescita del valore dei terreni vitati, l’incremento delle attività socio economiche legate al turismo enogastronomico (agriturismo, ristorazione tipica, bed & breackfast, ecc.);· l’accresciuto valore simbolico del patrimonio collettivo di un territorio, costituito dalle produzioni vitivinicole, artigianali, agro alimentari, dalla cultura, dal paesaggio, dalla bellezza dei borghi antichi, delle opere d’arte;· il riconoscimento sempre più marcato del valore ambientale dei vigneti come elemento di difesa dai rischi idrogeologici, dalla desertificazione, dagli incendi;· infine, la possibilità di utilizzo dei residui vegetali, dei sottoprodotti o dei prodotti di distillazione per il risparmio energetico o la produzione di bioetanolo.In pratica, possono essere creati, dei sistemi territoriali intorno al vino che sintetizzano e racchiudono varie forme di offerta: turistica, culturale, produttiva, di sostenibilità ambientale e di risparmio energetico.Rispetto a vent’anni fa produciamo meno vino (-37,4%), ma il prodotto vale di molto di più. Il fatturato è triplicato dal 1986 (+260%), come il valore dell’export (+250%). Il numero dei vini doc, docg e igt è raddoppiato: dalle 228 denominazioni del 1986 alle 450 del 2005; il loro peso nella produzione complessiva è più che quintuplicato, passando dal 10 al 58%. Intanto è fortemente diminuito anche l’impiego della chimica, a vantaggio della salute dei consumatori: dalle 44.680 tonnellate di agrofarmaci usati nel 1986 si è passati a poco più di 14.000, ben il 68% in meno! Diminuiti anche i consumi di acqua destinata all’irrigazione dei vigneti.L’Italia è il primo esportatore mondiale di vino in valore, con il 25% del fatturato globale. L’Italia è il primo esportatori in Usa, con 2 milioni di ettolitri. Dal 2001 al 2004 il valore del vino esportato negli Stati Uniti è cresciuto molto in fretta (+21%) delle quantità esportate (+17%). Bene anche sul mercato britannico: dal 2001 al 2004 +25%, con un aumento del valore del 27% pari a 311 milioni di euro. In crescita anche il mercato canadese e le esportazioni in Spagna, Russia (+139,4% in quantità e +177,6% in valore), Australia, Nuova Zelanda, e nel corso degli ultimi due anni in Cina (+97,8% in quantità e +115,4% in valore) (fonte: Città del Vino, Coldiretti, Fondazione Symbola).

15.7.06

Il Ramo d'Oro
Via Risorgimento n° 108
Bacoli (Na)
sabato 22 luglio 2006
TRENTADUE ANTE
performance live per blues, poesia e degustazione


Le Trentadue Ante nascono da sedici poesie di Eugenio Lucrezi ispirate ad altrettanti disegni di Carla Viparelli, messe in musica dalla band. Il concerto compre
nde alcune di questi componimenti, oltre a brani originali della band e alcuni standard blues. Un concerto blues dal cuore poeta.Blues mood, blues spleen, blues come come attitudine di fondo comune a vari linguaggi artistici.Blues come suono della terra, del vento, del tufo cavo delle grotte flegree.La suggestiva cornice naturale del Ramodoro di Bacoli rimescola i reciproci affacci e ridona un'atmosfera complessiva di grande intensità.

con
SERPENTENERO
Eugenio Lucrezi basso, testi
Geremia Tierno batteria
Alfredo Vitelli chitarra, voce
e con
Carla Viparelli voce
Per informazioni e prenotazioni ramodoro@tin.it Tel . 081 /8545351 Cell. 338/4272096 e 335/1561701

10.7.06

Quando vinceremo i campionati di civiltà?

Era nell'aria, ce l'aspettavamo, insieme ad altri abbiamo scritto appelli e inviti a "festeggiare con civiltà e gioia".
Invece teppisti e incoscienti non curanti degli appelli e degli inviti hanno lasciato il segno, senza differenza di città o regione dal nord al sud della Penisola.
In liguria un morto annegato; a Milano incidenti stradali e un motociclista schiantatosi contro un'auto a 20 minuti dal termine della partita; a Roma teppisti lanciano bombe carta e la polizia carica Campo dei Fiori; a Potenza una ragazza di 19 anni è morta in un incidente stradale mentre tornava a casa dopo i festeggemanti; a Napoli incidenti stradali, vetrine rotte in Via Roma e in un quartiere periferico la camorra approfitta del caos e uccide ancora per "regolare i suoi conti".

Insomma, abbiamo vinto per la IV volta i campionati del mondo di calcio.
Quando vinceremo i campionati di civiltà?

9.7.06

Volontariato: il popolo dell'antimafia non va in vacanza

Circa 1000 ragazzi di tutta Italia quest’estate partecipano ai campi di lavoro sui terreni confiscati alle mafie
Circa 1000 ragazzi provenienti da tutt’Italia, cinque cooperative impegnate, cinque regioni interessate, dal Piemonte alla Puglia, dalla Calabria alla Campania per finire alla Sicilia, sette associazioni coinvolte.
Sono i numeri del popolo dell’antimafia civile impegnato quest’estate nei campi della legalità, volontariato all’insegna della lotta alle mafie sui terreni confiscati. Campi di lavoro promossi da Libera, Legambiente, Arci, Agesci, Azione Cattolica, CNCA, Sci. Da Corleone a Mesagne, da Gioia Tauro a Oppido Mamertina, da Castelvetrano a Torino giovani provenienti anche dall’estero saranno accomunati da un modo diverso di fare le vacanze e si ritroveranno nell’estate 2006 a lavorare sui terreni confiscati ai boss della criminalità organizzata, un tempo simbolo di violenza e sopraffazione.
L'obiettivo principale è diffondere una cultura fondata sulla legalità e sul senso civico che possa efficacemente contrapporsi alla cultura del privilegio e del ricatto che contraddistingue i fenomeni mafiosi nel nostro Paese dimostrando che, anche in quei luoghi dove la mafia ha spadroneggiato, è possibile ricostruire una realtà sociale ed economica fondata sulla legalità e sul rispetto della persona umana e dell'ambiente.
Sui quei terreni ora lavorano cooperative agricole e sociali che hanno ridato vita e produttività a queste terre, riconquistato territori e risorse che con la violenza e l'arroganza erano state tolte alla collettività, riconsegnandole così alla società civile. I campi, oltre ai lavori nei terreni insieme agli operatori delle cooperative, prevedono sessioni di studio e informazione sulle tematiche della lotta antimafia. Conosceranno le esperienze di chi quotidianamente con coraggio ed impegno lavorano per affermare i valori della legalità e della giustizia.
Il popolo dell’antimafia si alzerà alle prime ore del giorno per aiutare i ragazzi delle cooperative e delle associazioni a seminare, piantare e raccogliere i frutti di un lavoro duro ma fondamentale per rispondere concretamente alla sopraffazione criminale. Inoltre i volontari avranno la possibilità di partecipare alla “48 ore non-stop per lo sviluppo e la legalità”, un evento che fa memoria (attraverso dibattiti, iniziative ludico-sportive, turistiche e culturali) nel ricordo del giudice Borsellino e dei ragazzi della scorta nella strage di Via D’Amelio che si svolgerà dal 15 al 17 luglio nei comuni del Consorzio Sviluppo e Legalità, come Corleone, Piana degli Albanesi, Monreale, S.Giuseppe Jato.''Quelle in cui lavoreranno i giovani dei campi di volontariato –ha commentato don Luigi Ciotti, presidente di Libera- sono terre restituite alla legalità, alla solidarietà. La mafia ne aveva fatto oggetto di potere, di violenza. Oggi questi terreni confiscati alle mafie, in Calabria, in Sicilia, in Puglia, in Campania sono tornati ad essere un bene della collettività. I terreni dei campi della legalità promossi da tante associazioni sono stati liberati. E nel nostro Paese c'è davvero bisogno di liberare la legalità, la giustizia, la stessa libertà, troppo spesso ostaggio di interessi criminali''

8.7.06

Mondiali di Calcio

Napoli - Tifare per la squadra di calcio del proprio Paese deve necessariamente coincidere con l'amare la propria città e la propria terra. Per questo motivo invito cittadini, sportivi e tifosi a "Voler Bene l'Italia"; ad organizzare preparativi e festeggiamenti senza imbrattare e deturpare monumenti e palazzi con scritte, bombolette spray e quant'altro li possano danneggiare; a rispettare le regole del codice della strada; a festeggiare con gioia e con civiltà la vittoria ai campionati del mondo di calcio del nostro amato Paese: L'Italia.

6.7.06

Legambiente - Città: presentato a Roma Ecosistema Urbano Europa

05/07/2006 11:30 - L'indagine di Legambiente sulle performances ambientali delle metropoli dell'Ue a 25

C’è Helsinki da sola, lassù, la più sostenibile tra le metropoli europee. Precede nettamente grandi città come Berlino e Barcellona - che pure ottengono un giudizio positivo – e medie città come Goteborg, Dresda o Copenaghen. Gli altri centri urbani europei invece arrancano, sono assediati dallo smog o congestionati dal traffico, hanno poco verde o poca qualità urbana, poca raccolta differenziata e tanta spazzatura, non conoscono le isole pedonali o hanno pochissime piste ciclabili. Vienna a Stoccolma sono a un passo dalla sufficienza piena, mentre Madrid e Parigi, Londra e Bruxelles sono davvero lontane dalla sostenibilità. Le italiane, poi, escono davvero male dal confronto europeo. Milano e Napoli malissimo.

A tracciare questo identikit ambientale delle città europee con più di mezzo milione di abitanti è la ricerca Ecosistema Urbano Europa realizzata da Legambiente e dall’Istituto di Ricerche Ambiente Italia, con il contributo di Dexia Crediop. E’ la prima ricerca di benchmarking ambientale fatta all’interno della Ue (anzi addirittura è la prima a livello mondiale) su un campione di città così elevato e su un ampio spettro di parametri, con dati tutti originali. Ecosistema Urbano Europa è stato presentato oggi a Roma, nel corso di una conferenza stampa, da Roberto Della Seta (presidente nazionale Legambiente), Mauro Cicchiné (presidente Dexia Crediop), Maria Berrini e Lorenzo Bono (Ambiente Italia).

In questo primo report sono state prese in esame 26 città della Ue a 25, che hanno collaborato con Legambiente e Ambiente Italia alla redazione del rapporto fornendo le cifre relative ai diversi indicatori esaminati: l’inquinamento atmosferico (con le concentrazioni di biossido di azoto, polveri sottili e ozono), la depurazione delle acque reflue, i consumi idrici, le aree verdi e quelle pedonalizzate, l’uso del trasporto pubblico e la densità delle linee urbane su ferro, la gestione dei rifiuti e quella energetica (con un focus su impianti solari e teleriscaldamento) e, infine, le politiche ambientali dell’amministrazione (dagli acquisti verdi alla progettualità sostenibile). In tutto 20 indicatori che hanno consentito a Legambiente di stilare – partendo dai dati analitici di Ambiente Italia – una vera e propria classifica delle eco-performance dei 20 centri urbani con popolazione superiore al mezzo milione di abitanti. Il livello di copertura di questo primo Ecosistema Urbano Europa risulta nel complesso più che soddisfacente. I centri considerati – 9 del



nord, 8 dell’Europa centrale, 7 del sud e 2 dell’est – appartengono a 13 diverse nazioni. Naturalmente c’è l’intenzione di estendere, già a partire dal prossimo anno, la ricerca ad altre capitali europee – Atene, Amsterdam, Budapest, Lisbona e Varsavia prime fra tutte – oggi assenti per la scarsa disponibilità di informazioni. Almeno la metà delle aree urbane considerate conta più di un milione di abitanti, 5 di queste superano i due milioni.

Il giudizio migliore lo strappa dunque la capitale finlandese, forte di ottime prestazioni in tutti i parametri analizzati: 98 abitanti su cento sono ad esempio allacciati al teleriscaldamento, il sistema che sfrutta il calore prodotto da impianti industriali o incenerimento dei rifiuti per riscaldare le abitazioni. Nonostante una quota di spazzatura finisca per l’appunto incenerita c’è una ottima percentuale di raccolta differenziata, prossima al 50%. Le piste ciclabili sono capillari (si conta un chilometro di strada riservata alle bici ogni cinque abitanti), l’area urbana è piena di verde (134mq per abitante), la depurazione al top (100%), lo smog non assente ma nemmeno asfissiante. La capitale finlandese prende dunque un 8 nella pagella Legambiente.

Se Helsinki è la città sicuramente più sostenibile, sono buoni anche i giudizi di Berlino (73% il giudizio), Goteborg e Dresda (71%). La capitale tedesca raggiunge ad esempio un record nella quantità di Kw di energia solare installati su edifici pubblici (21.200), Goteborg ha i valori di biossido di azoto e polveri sottili più bassi d’Europa (c’entrano forse qualcosa anche l’area pedonale più estesa del Continente e il record per il verde pubblico con 181 mq per abitante), mentre il capoluogo della Sassonia ha la miglior raccolta differenziata (54%) e un risparmio idrico spinto (ogni abitante consuma meno di 100 litri di acqua al giorno!). Barcellona e Copenaghen, entrambe più che sufficienti (67%), puntano molto sull’energia pulita (la prima) e sul teleriscaldamento (la seconda). E qui però finisce il quadro di quelle che hanno superato l’esame e iniziano invece le bocciature, molto più numerose delle promozioni.

Al limite della sufficienza sono Vienna (59%) – che ha valori discreti in diversi parametri ma un elevato inquinamento atmosferico – e Stoccolma (53%), una delle città più verdi d’Europa ma anche una delle città con la maggiore produzione di rifiuti. Poi a scendere incontriamo le metropoli più in affanno: Madrid (50%), Parigi e Saragozza (44%), Anversa (40%). Le tre italiane inserite da Legambiente nello studio compaiono tutte nel gruppo delle otto peggiori (Roma è quintultima col 29%). Milano e Napoli sono addirittura penultima e ultima (25% e 21%). Il capoluogo partenopeo offre isole pedonali virtuali, zero piste ciclabili, un trasporto pubblico scadente, una abbondante produzione di rifiuti aggravata dall’assenza di una seria raccolta differenziata (solo il 5%). Mentre Milano eccelle per lo smog: ha i valori più alti in Europa per le polveri sottili, è seconda solo a Parigi per i livelli di ozono. Anche Roma esce male dal confronto con le colleghe europee (vedi soprattutto le voci smog e rifiuti), ma almeno tiene botta nei parametri del trasporto pubblico e in quello dell’energia solare.

Al di là della classifica, la lettura dei dati di Ecosistema Urbano Europa offre la possibilità di fare due diversi ragionamenti: il primo sulla qualità ambientale in generale delle metropoli dell’Unione, il secondo sulla distanza tra le città italiane e alcune esperienze continentali particolarmente positive. Dallo sguardo d’insieme emerge che uno degli elementi comuni di criticità è relativo alla qualità dell’aria. Solo in alcune aree urbane del campione – come Helsinki, Goteborg o Heidelberg – i valori dello smog sono conformi ai limiti di legge. Nei ¾ delle città considerate le polveri sottili sono fuorilegge e c’è almeno un’area del centro urbano dove il biossido di azoto supera i valori massimi consentiti. La depurazione delle acque (media europea 92%) copre ormai la quasi totalità degli abitanti dell’Unione, eccezion fatta per Bruxelles e Nicosia. Anche la raccolta differenziata (26% in media) è assai diffusa, ma con differenze notevoli: le città scandinave e del centro Europa hanno tassi di recupero che oscillano tra il 35% e il 60%, le città mediterranee, dell’est e della Gran Bretagna si collocano quasi stabilmente sotto il 20%.

Altro problema dell’Unione è la mobilità. Nella gran parte delle aree urbane il trasporto pubblico intercetta un numero considerevole di passeggeri (con alcuni picchi, come a Praga), mentre l’estensione di linee veloci di trasporto collettivo (metro, treni urbani e tram) è molto diversificata. Londra, Madrid, Parigi, Berlino e Barcellona si spostano più di tutte su ferro

Amplissimo, invece, il divario nella mobilità ciclopedonale. C’è una Europa, quella del nord in particolare, dove ci si sposta in bicicletta per andare al lavoro o a scuola e c’è un’altra Europa dove si pedala solo per svago. Una buona dotazione pro capite di piste ciclabili la troviamo a Helsinki, Stoccolma e Copenaghen. Italia: non pervenuta. Sempre al nord troviamo tanto verde urbano e, spesso, una continuità tra aree urbanizzate e boschi circostanti, che da sempre sono considerati alla stregua di veri e propri parchi pubblici, facilmente accessibili dalla popolazione. Gli abitanti di Goteborg, Helsinki e Stoccolma hanno a disposizione almeno 100 metri quadri di aree verdi a testa. Un ragionamento simile vale anche per Praga. Ma anche senza raggiungere livelli così elevati, città come Bristol con oltre 30 mq/ab mostrano una disponibilità di verde pubblico che è tre volte superiore a quella di Parigi e Milano e addirittura dieci volte quella di Riga e Napoli.

Scendendo dalla bicicletta, a piedi ci si sposta meglio a Barcellona. Senza raggiungere i picchi di alcune città scandinave (dove le aree pedonalizzate - inclusi i percorsi ciclo-pedonali - sono superiori al metro quadro per abitante) nella capitale catalana c’è una superficie pedonalizzata ormai pari a circa 400 mq ogni 1.000 abitanti, mentre una città come Milano ha valori inferiori a 100 mq ogni 1.000 abitanti. Sul fronte delle politiche energetiche e della lotta al cambiamento climatico, le città cominciano a diventare protagoniste. Quasi il 50% dei comuni partecipanti ha definito piani o obiettivi di riduzione delle emissioni di CO2. Uno dei segni più tangibili dell'impegno energetico delle città sono le politiche di supporto allo sviluppo delle fonti rinnovabili e all'efficienza energetica, che in alcune amministrazioni si sono tradotte anche in standard e prescrizioni dei regolamenti edilizi (tra queste Barcellona e Roma). La dotazione di impianti solari per la produzione di energia termica e fotovoltaica negli edifici pubblici ha raggiunto dimensioni ragguardevoli soprattutto in due grandi città dell’Europa centrale come Berlino e Vienna, capitali di Paesi dove questo tipo di tecnologia è storicamente all’avanguardia. Tra le altre amministrazioni che superano i 1.000 kW di potenza installata, oltre ad Heidelberg e Parigi, si segnalano anche due città mediterranee come Barcellona e Roma che hanno ormai una diffusione apprezzabile di impianti solari e possono cominciare a confrontarsi con le migliori esperienze europee.

Tornando a uno sguardo d’insieme sull’Unione Europea è la penisola scandinava che strappa il maggior numero di primati di settore. Mentre addirittura nella metà dei parametri quantitativi di Ecosistema Urbano Europa sono Milano e Napoli a offrire le performance peggiori: è il caso dell’inquinamento da Pm10, dei consumi idrici, del verde urbano, delle aree pedonali e delle piste ciclabili, dei rifiuti e della raccolta differenziata. Relativamente alla gestione della spazzatura va anzi messo in evidenza un dato paradossale: Napoli è la città europea che produce più pattume e insieme la città europea che fa meno raccolta differenziata. E le continue emergenze rifiuti nella metropoli partenopea sono lì a ricordarci quanto la gestione di questo settore sia in ritardo.

In generale l’Italia esce dalla ricerca con le ossa rotte. Napoli è ultima, Milano penultima, Roma quintultima. Non sono solo le posizioni in classifica a evidenziare il ritardo del Belpaese. Spessissimo, nei parametri esaminati, Roma, Milano e Napoli inoltre hanno prestazioni di gran lunga peggiori non solo rispetto alle prime della classe, ma anche rispetto alla media europea. E’ il caso dello smog, dei rifiuti, del verde urbano e della depurazione. Napoli ad esempio è la peggiore di tutte nel parametro del verde urbano: 2 striminziti mq di parchi e giardini per abitante contro i 181 mq di Goteborg. I milanesi hanno a disposizione spazi pedonalizzati 80 volte più piccoli di quelli di Goteborg. Napoli non ha piste ciclabili, mentre nella gelida Helsinki ci sono 193 metri riservati ai ciclisti ogni 100 abitanti. Le nostre metropoli abbondano invece in smog. Roma e Milano si salvano solo in un paio di parametri: entrambe hanno buoni valori nel trasporto pubblico, Milano ha una discreta raccolta differenziata (29%, ma ormai da un po’ la città non investe più in questo settore), Roma ha fatto un davvero ottimo investimento nel solare sugli edifici pubblici. Segnali che fanno ben sperare, ma che per ora ci relegano in coda all’Europa.