15.6.19

Bella e vivibile è la città che mi piace


Stanco di città grigia, di divieto di circolazione per inquinamento, di denunciare rumori assordanti e spazi intasati. Stanco di dire no allo smog!
E' possibile uscire dal “fumo quotidiano”, di vivere una città a misura di uomo, libera dal traffico e dalle auto.
Napoli ha bisogno di un Piano del traffico/Piano della Mobilità, una mobilità sostenibile che mette al centro le persone e la qualità della vita, (7 milioni di morti ogni anno causate dall’inquinamento atmosferico secondo l'OMS 84.300 in Italia)
che pensa a infrastrutture per i pedoni (e per i disabili) e non per le auto, una città antropocentrica e non autocentrica.
Basta guardarsi intorno, osservare una strada e si può notare quanto spazio è riservato alle auto e quanto ai pedoni (marciapiedi) e quel poco di spazio rimasto per i pedoni oggi è invaso da tavolini e sedie.
Le scelte riguardanti la città e il suo sviluppo sono state fin qui guidate da una visione autocentrica e gestite con logiche indifferenti alla bellezza, ai problemi dell'ambiente e della qualità della vita e soprattutto senza una visione sistemica.
La città, la Napoli del futuro va ripensata e rigenerata con una visione nuova ed ecologista togliendo asfalto e cemento, rinaturalizzando quante più aree possibili, che siano in grado di assorbire l'acqua e contrastare le bolle di calore estive quando i nostri anziani muoiono di solitudine e afa urbana.
Napoli, 89a posizione nel rapporto annuale di ecosistema urbano 2018 di Legambiente, è una città che soffre, deve fare scelte moderne ed ecocompatibili, iniziando a disincentivare il mezzo privato, come Oslo che ha abolito tutti i parcheggi nel centro cittadino tranne che per i disabili e vietato il transito perfino alle auto elettriche.
Da una città che ha dichiarato lo “Stato di emergenza climatica” mi aspetterei che si avviasse un serio dibattito per allontanare l'aereoporto dal centro della città e che si valutassero, assieme a tutti i cittadini, i costi/benifici che apportano le navi da crociera nel nostro Golfo che rappresentano una delle fonti di maggior inquinamento cittadino (il porto di Napoli è al 12° posto su 50 città Secondo il rapporto di Transport&Environment..)
La Mal'Aria a Napoli non è frutto di un destino inaggirabile è il risultato di una consolidata e ultradecennale visione frammentata e autocentrica che può e deve essere superata.
Sono stanco di dire No e quindi dico SI ad una città bella e vivibile.

18.2.19

a cura di Gente Green
26 febbraio 2019 ore 17.00
Humaniter Napoli Piazza Vanvitelli, 15, 80129 Napoli

Il Turismo Sostenibile per mitigare i Cambiamenti Climatici e salvaguardare i diritti delle Comunità locali di decidere sui pro e sui contro dell'offerta turistica del loro territorio.
Saluti
Marina Melogli direttrice Società Umanitaria/Humaniter Napoli
Cristiana Liguori, Co portavoce Gente Green

Intervengono fra gli altri
Nino Daniele
Assessore alla Cultura e Turismodel Comune di Napoli
Dario Minervini
(OUT Osservatorio Universitario sul Turismo) Università Federico II
Anna Fava
SET – rete di città del Sud d’Europa di fronte alla Turistificazione
Agostino Ingenito
Coordinatore nazionale extralberghiero e vicepresidente nazionale Assoturismo
Valeria Vanella
Comitato No Fly
Gabriella Guida
Associazione Napoletana Beni Culturali

Coordina
Carmine Maturo
Co-Portavoce Gente Green

12.2.19

Un grande happening che prende spunto dall'interesse suscitato dall'appello "Non c'è un Pianeta B"

Dopo il successo dell'Appello 'Si faccia crescere un'Onda Verde e Civica' abbiamo deciso di lanciare un grande incontro aperto e partecipato per il giorno 23 febbraio al teatro Quirino Vittorio Gassmann di Roma, dalle 10 alle 14". Lo affermano in una nota Monica Frassoni, presidente dei Verdi Europei, Federico Pizzarotti, sindaco di Parma e presidente di Italia in Comune, Elena Grandi e Matteo Badiali, co-portavoce dei Verdi, la deputata di LeU Rossella Muroni, Carmine Maturo co-portavoce di Green Italia.

"Sarà un grande happening che prende spunto dall'interesse suscitato dall'appello "Non c'è un Pianeta B" che personalità del mondo della cultura, della scienza, dell'ambientalismo, dello spettacolo e della società civile hanno lanciato i giorni scorsi per chiedere che alle Europee di maggio "Si faccia crescere un'Onda Verde e Civica", appello che ha raccolto già migliaia di firme su http://www.ondaverdecivica.it." "Il 23 febbraio quindi invitiamo tutte le cittadini e i cittadini a partecipare a questo evento in cui con alcuni firmatari dell'appello, i Sindaci e i movimenti civici, i Verdi europei e italiani, gli ambientalisti ci confronteremo sulla possibilità di raccogliere l'invito a mettere in campo subito ed in vista delle elezioni europee, un'opzione distintamente ecologista, civica, federalista e europeista: che metta al centro azioni globali contro il cambiamento climatico e per la transizione ecologica, la giustizia sociale e il lavoro, che dia spazio e valore alla diversità e ai diritti, alla parola, al ruolo sociale e alla dignità personale delle donne

8.2.18

Stradafacendo - Le Passeggiate del Cambiamento

Al Via a Stradafacendo, le passeggiate del cambiamento con Carmine Maturo candidato al senato uninominale per Liberi e Uguali. Appuntamenti nei luoghi simbolici della città per parlare di ambiente, qualità della vita, mobilità e turismo sostenibile, "In nome del Popolo Inquinato". Maturo, accompagnato da tecnici ed esperti del Comitato scientifico di Green Italia Campania converserà con cittadini e residenti per ammirare le bellezze della città, analizzare le criticità e elaborare proposte.

  • Sabato 10 febbraio appuntamento ore 11.00 ingresso Parco Virgiliano: La Baia di Napoli e i Campi Flegrei un territorio capace di futuro. Con l'Architetto Paesaggista Francesco Escalona e Carmine Maturo - Candidato al Senato Uninominale con LeU.
  • Domenica 11 appuntamento ore 11.00 Piazza Bellini La Bellezza di Neapolis e l'ultima sirena di Napoli. Con l'Architetto Maria Anna Martignetti e Carmine Maturo - - Candidato al Senato Uninominale con LeU.
  • Martedì 13 ore 17,30 decumani Il Turismo Sostenibile, la gentrification, la movida, l'identità nel centro antico della città patrimonio UNESCO. Con Elly Schlein - Eurodeputata di Possibile e Carmine Maturo - Candidato al Senato Uninominale con LeU.
  • Domenica 18 ore 11.00 Castel dell'Ovo La Bellezza del lungomare e la mobilità Sostenibile. Con il Mobility manager arch. Enzo Russo e Carmine Maturo - Candidato al Senato Uninominale con LeU.
  • Sabato 24 ore 11.00 - Piazza Borsa lato Camera di Commercio. Per le antiche scale del Sedile di Porto Con la Storica dell'Arte Gabriella Guida e Carmine Maturo - Candidato al Senato Uninominale con LeU

1.1.18

Napoli, La Collina dell'Arte: da Via Foria a Capodimonte




COS' È LA COLLINA DELL' ARTE.
Prendetevi qualche minuto, trattenete il fiato, lasciatevi emozionare dalla #bellezza...

Questa è una storia che ci piacerebbe raccontare. La storia di chi crede che amare la propria terra sia un modo efficace per combattere la difficile battaglia per il riscatto del suo popolo. Allora ve la raccontiamo, senza avere la pretesa di raccontare l’unica verità di un territorio - anche perché quella non c'è - ma di provare, più semplicemente, a raccontare una delle verità: la voglia che abbiamo, noi che lo viviamo, di valorizzarlo sempre di più.
Ecco a voi allora“La Collina dell’Arte”.
Un augurio per un felice anno nuovo e un modo per raccontare una piccolissima parte delle infinite bellezze della nostra municipalità.
Spero vogliate condividerla e farla vostra questa storia.

#Municipalità3 #RioneSanità #Capodimonte
#Mann

Credits Video
A story by
Luciano Filangieri e Luca Delgado
Ideazione: Luca Delgado, Luciano Filangieri, Ivo Poggiani
Riprese: Antonio De Muro, Peppe De Muro, Deborah Veneziano
Drone: Genny Coppola

La Collina dell’Arte è un abbraccio di terra, stretto tra Via Foria, Santa Teresa, la Stella, Capodimonte e i Ponti Rossi, all’interno della Municipalità 3 del Comune di Napoli.

Si ringraziano i portatori di luce che hanno preso parte a questa storia:

Enzo Pirozzi – Voce narrante

Padre Antonio Loffredo – Basilica di Santa Maria della Sanità
Paolo Giulierini – Direttore Mann
Sylvain Bellenger – Direttore Museo Capodimonte
Susy Galeone – Catacombe di San Gennaro
Massimo Della Valle – Direttore Osservatorio Astronomico
Ivo Poggiani – Presidente Municipalità 3
Gino Monteleone – Attivista del Rione Sanità
Nino Daniele – Assessore alla Cultura e Turismo
Carmine Maturo – Responsabile U.O.A. Turismo Sostenibile - Comune di Napoli
Titti De Marco – La Tenda
Gina Bonavolontà – La Casa dei Cristallini
Giovanni Carusio – Porcellane Capodimonte
Biagio Roscigno - Artigiano
Salvatore Oliva – Pizzeria Oliva
Ciro Oliva – Pizzeria Concettina ai 3 Santi
Ciro Poppella – Pasticceria Poppella

Il brano “Lazzari Felici” (P. Daniele) è suonato dai Quartieri Jazz e cantato da Fabiana Martone

La voce di Enzo Pirozzi è stata registrata presso la Sala discografica CC Record

8.12.17

Pizza Unesco: scambiare fischi per applausi

#Controcorrente
Leggo con piú attenzione la motivazione finale UNESCO su questione pizza.
Innanzitutto meglio ribadire che non é la pizza che é diventata patrimonio dell'umanitá ma il modo in cui si fa a Napoli. Ma con quale motivazione? Perché ci vedono sempre come I soliti pulcinella, morti di fame che teatralizzano la propria vita per campare. Si parla di Bancone "palcoscenico" in cui pizzaiolo e ospiti si impegnano in un rito sociale e di ragazzi scampati alla marginalitá ma sottintendono criminalitá, che si sono salvati diventando pizzaiuoli...

Non so se ora mi sento di festeggiare questa cosa approfondendo la lettura della motivazione. Del resto poi, per me e credo per tutti, non c'era bisogno del riconoscimento UNESCO per dire che la pizza é il miglior alimento del mondo.
Motivazione Unesco:
"Il know-how culinario legato alla produzione della pizza, che comprende gesti, canzoni, espressioni visuali, gergo locale, capacità di maneggiare l'impasto della pizza, esibirsi e condividere è un indiscutibile patrimonio culturale. I pizzaioli e i loro ospiti si impegnano in un rito sociale, il cui bancone e il forno fungono da "palcoscenico" durante il processo di produzione della pizza. Ciò si verifica in un'atmosfera conviviale che comporta scambi costanti con gli ospiti. Partendo dai quartieri poveri di Napoli, la tradizione culinaria si è profondamente radicata nella vita quotidiana della comunità. Per molti giovani praticanti, diventare Pizzaiolo rappresenta anche un modo per evitare la marginalitá"

22.8.17

#Ischia No alla cultura dell'abusivismo e dei condoni

In queste ore sentiremo parlare di nuovo di prevenzione e di sicurezza poi ci sarà il silenzio assoluto, come è già successo per il sisma delle Marche, del Lazio, dell'Umbria e dell'Abruzzo. “Passato il santo è passata la festa” si dice a Napoli.
Bisogna invece passare dalle parole ai fatti. Fatti concreti e investimenti certi per istituire per legge “Il Fascicolo del Fabbricato” che darebbe la possibilità di conoscere e far conoscere lo stato di sicurezza di ogni singolo fabbricato e intervenire per tempo.
Contemporaneamente, bisogna dire con forza e determinazione no alla cultura dell'abusivismo e dei condoni di qualsiasi tipo che spesso hanno dato vita a brutti edifici quasi sempre fabbricati in fretta e con materiali scadenti e per questo corresponsabili di tantissimi danni all'uomo e al territorio

28.7.17

Moiariello - Maturo, il signore delle scale




IL VIAGGIO DEL CORRIERE DEL MEZZOGIORNO TRA I GUARDIANI DI BELLEZZA/5

Maturo, il signore delle scale di Napoli di Alessandro Ghetta 27 luglio 2017

Con un coordinamento di dieci associazioni ha riacceso i riflettori sulle rampe di Napoli
Stanziati 10 milioni


Carmine Maturo è uno scaligero del Moiariello, per lui Napoli è un Lego di gradini e gradoni, vrecce e basoli, sbeccati, stinti, incantevoli. Ogni profilo della città obliqua conserva una rampa; e se la quarta guerra mondiale la combatteremo con le pietre (Einstein) allora l'ultima Tangenziale di Napoli saranno le scale pubbliche. Se ne contano oltre duecento; alcune di mero transito, altre fanno quartiere. Il coordinamento di associazioni che Carmine presiede promuove e da lustro alle gradinate storielle. «La nostra — racconta — è una città di colline. San Martino, Camaldoli, Capodimonte, Santa Teresa, ora nascoste sotto cemento e modernità. Nei secoli per facilitare la mobilità ci siamo dotati di scalinate. Nei punti in cui insistono si ricompone l'ecosistema relazionale del vicolo. Valorizzarle perciò significa farsi carico anche dell'ambiente che le circonda». 
Il postulato: prendersi cura delle scale, diffuse ovunque, è prendersi cura di tutta Napoli. Per personale filosofia urbanistica Maturo da le spalle al mare. «La mia bussola è la Tavola Strozzi: cosi si dovrebbe guardare la città». La terribile eruzione del 1631 ha curvato l'oleografia verso il Vesuvio, nostro padrone di casa. «Già. Ma se la "cartolina" classica inquadra solo baia e vulcano buona parte della metropoli viene esclusa». È il paradosso della Torre Eiffel: se ammiri Parigi da lassù ti godi il panorama della Ville Lumière.. . meno la Torre Eiffel.
Carmine, discretamente logorroico, l'abbronzatura maori interrotta solo da una barbetta sale e pepe, è uno dei nostri «guardiani». Il suo monumento sono le scale che seghettano Partenope. «Luoghi delicati, facile presa del degrado, vanno sorvegliati con costanza». Non ci pare affatto ma ha 58 anni. Sarà il buddismo, abbracciato 20 anni fa. Nasce al Borgo Sant'Antonio, O buvero, da una famiglia di commercianti. Il nonno gestiva il cinema Cairoli . A parte una breve parentesi a Lucrino, ha vissuto sempre a Napoli. Un mezzo secolo è bastevole per conoscere tutto e tutti, almeno sul versante ambientalista (è stato, tra le altre cose, responsabile nazionale turismo di Legambiente). Aveva ancora i calzoni corti quando a 21 anni entrò al Comune in virtù della legge 285 giovani, una vita all'ufficio cultura e turismo. Scrivania al Maschio Angioino ma da poco anche al museo di Capodimonte dove il direttore Sylvain Bellenger, attento a non fare della Reggia borbonica il Castello di Cenerentola, ha chiesto un ufficetto comunale ad hoc, per relazionarsi meglio al territorio. Maturo veste bene il ruolo: ama le scale e sulle scale ci vive. Abita da 18 anni in un appartamento alle rampe Morisani, che a piedi servono Foria e in cima la Porta Grande del Bosco dove ai tornanti silenziosi e puliti fanno ombra la Torre del Palasciano e il vessillo dei Nuovi Templari (sic). Diciamola bene: praticità zero, a far le scale ci vogliono polmoni. «Non è così. Certo i medici ortopedici avrebbero qualcosa da ridire, in compenso i cardiologi consigliano di farle. Inoltre, per esempio, da casa mia per scendere al centro impiego meno di dieci minuti. Con l'auto venti, se c'è traffico anche di più». Ha solo sfiorato la politica dei partiti. È un militante che fa (parecchia) pressione dal basso, adesso col movimento Green Italia. Qualcuno l'ha definito un attivatore di processi. Sul finire degli anni '90, similis cum simiîibus, insieme con Pierluigi Sanfelice di Bagnoli, Salvatore Testa, Mimmo Ferrante e Camilla Aulisio, accende una luce sulle scale, dimenticate da Dio e dal Comune, che di fatto le escludeva dalla manutenzione ordinaria. Non erano catalogate quali strade primarie. Ridotte a letto per eroinomani. Oggi invece, miracolo, sono state inserite addirittura nel Patto per Napoli. Fondi per 10 milioni di euro. «Ma quale miracolo — ribatte —. È il risultato di un tenace lavoro nel tempo. Fondammo il Comitato recupero scale nel 2000 poi ampliatesi in Coordinamento, con oltre dieci associazioni, motore di tante iniziative (vedi www.scaledinapoli.com, ndr)». L'apogeo è «Tu scendi dalle scale» manifestazione del Natale 2014 che segnò il ritomo delle rampe sulle mappe turistiche. Pedamentina, ovviamente.  Petraio, ovviamente. ParadisielloCalata San Francesco, Santa Barbara, San Marcellino, Cerriglio, via Piazzi dove la Loren, perpetuamente incinta- «tene 'a panza» - contrabbandava sigarette nel film da Oscar Ieri oggi e domani. «La Pedamentina — rammenta — è l'unica costruita ad hoc per raggiungere Castel Sant'Elmo. Le altre in origine erano canaloni che congiungevano monasteri. Al top comunque metto la scalinata dellaPrincipessa Jolanda, disegnata dal Niccolini, al tondo di Capodimonte».

Dal Moiariello i grattacieli del Centro direzionale paiono vicini, laccano lo skyline come coltelli di Warhol. Passa un signore in scooter. «Mi sapete indicare le rampe Morisani?». Il guardiano è del posto: «Tornate indietro, pochi metri e ci siete. Però dovete parcheggiare il motorino. Ci sono le scale» e quella parola chiave gli rimbomba in bocca, fa l'eco. Scale-aie-ale-aie-ale. 

4.7.17

Crudele allineamento di Italia, Germania e Francia contro i migranti e le Ong

E’ crudele l’allineamento della triplice alleanza Italia, Francia e Germania alle posizioni più demagogiche  in tema di migrazioni e salvataggi in mare. Il Ministro Minniti ha fatto sua la fake news dei ‘taxi del mare’ propugnata da politici senza scrupoli e assesta un colpo micidiale non solo alla sicurezza di migliaia di migranti, ma anche alla reputazione delle ong che finiscono per essere il facile capro espiatorio di politiche migratorie fallimentari”.
Lo dichiarano l’esponente di Green Italia Francesco Ferrante e il  co-portavoce del movimento politico ecologista Carmine Maturo in merito al summit di Parigi tra Italia, la Francia e la Germania.
“Dopo mesi di battage mediatico, sospinto da dichiarazioni di populisti e xenofobi professionisti, si è deciso – continuano gli esponenti di Green Italia – di dare in pasto all’opinione pubblico il colpevole, ovvero le organizzazioni non governative che hanno supplito alle mancanze delle istituzioni europee portando in salvo centinaia di migliaia di uomini, donne e bambini. Ong che stanno già accusando il colpo di questa criminalizzazione: nei sondaggi cala drasticamente la fiducia nei loro confronti, e rischiano di conseguenza di calare le sovvenzioni – totalmente private – a loro favore.
“A Minniti sembra essere riuscito il colpo ad effetto di togliere argomenti al vasto fronte di destra, più o meno dichiarato, che c’è in Italia. Alle forze politiche in Parlamento che parlano di civismo e riscossa dei valori della solidarietà l’obbligo di fare le barricate contro questo primo tremendo  accordo internazionale” – concludono Ferrante e Maturo.

26.6.17

Caro Pisapia, per unire i progressisti partiamo dall’ecologia

Caro Giuliano, care amiche e cari amici di “Campo progressista”, noi di “Green Italia”, impegnati per ricostruire una presenza forte e visibile della cultura ecologista nella politica italiana, guardiamo con interesse al vostro appuntamento del 1° luglio e in generale all’obiettivo, che condividiamo con voi e con tanti altri, di proporre un progetto politico con solide radici nelle culture progressiste e al tempo stesso proiettato nelle sfide in parte inedite da cui dipende il futuro dell’Italia e dell’Europa. 

Per noi l’ecologia è uno dei banchi di prova decisivi su cui misurare questa capacità di vedere e orientare il futuro: dalla lotta globale contro il “climate change” a quella tutta italiana contro le ecomafie, dall’urgenza di una rivoluzione energetica nel segno dell’efficienza e delle fonti rinnovabili alla prospettiva di un “green new deal” come via maestra per creare lavoro e benessere migliorando l’ambiente in cui viviamo, il punto di vista ecologico è oggi un ingrediente indispensabile di qualunque politica che si voglia autenticamente e credibilmente “progressista”. 

Tra la rincorsa frequentatissima a chi fa meglio la destra e l’elevato tasso di strumentalità e vacuità dell’attuale dibattito politico, di fronte a un Partito democratico che a partire dalle politiche ambientali e sociali (norme a favore delle trivelle e contro le rinnovabili, rilancio del Ponte sullo Stretto, “jobs act”…) è ormai attestato su posizioni sostanzialmente conservatrici, è giunto il momento per chi continua a credere in una politica progressista dei valori, dei programmi, dei comportamenti coerenti, a confidare in un cambiamento radicale non solo teorizzato ma capace di misurarsi con la prova del governo – siano forze politiche in senso stretto, associazionistiche o civiche -,  di uscire dal proprio terreno di gioco acquisito, di valorizzare le esperienze di rete e sinergia già in essere (tra queste la nostra collaborazione con Possibile, da cui è nata la “costituente delle idee” e la Legge di Iniziativa Popolare sulla nuova energia), di deporre le zavorre delle incomprensioni e diffidenze reciproche e di trovare uno spazio comune di lavoro, che ricostruisca, con progetti e proposte concreti, quella speranza e quella visione di futuro di cui si avverte un immenso bisogno. In questo spirito abbiamo partecipato alla recente assemblea del Teatro Brancaccio a Roma: collegare le nostre sensibilità plurali, le nostre differenze, in un progetto di cambiamento della politica e con la politica. 

Tale cammino, ripetiamo, può trovare forte ispirazione in quella grande scuola di pensiero e di azione che è l’ecologia, il cui confinamento a “questione di rilievo minore” ha contribuito al fallimento delle strategie e politiche di sviluppo, economiche e occupazionali degli ultimi decenni.

Siamo infatti convinti che un progetto di governo per il Paese nuovo e di ampio respiro non possa che porre al centro della propria strategia il contrasto senza quartiere ai cambiamenti climatici, pretendendo un ruolo dell’Europa da protagonista; non possa che centrarsi sulla conversione ecologica dell’economia e della società, sul rifiuto di normative criminogene come la Legge Obiettivo delle grandi opere inutili, o fossili come lo “Sblocca-Italia” delle trivelle, del cemento e degli inceneritori; non possa che dare spazio e priorità a diritti tanto primari quanto dimenticati come quelli a non ammalarsi di inquinamento (magari in cambio di un lavoro, magari no), ad avere aria, acqua, cibo che nutrano invece di avvelenare, a recuperare una qualità della vita perduta in tante grandi città, ad avere case, strade, edifici ed infrastrutture sicuri, resilienti ed efficienti, invece che divorati dall’incuria e dai saccheggi.

Insomma siamo convinti che la sinistra debba osare intestarsi la maternità (maternità, sì. Perché per farlo serve valorizzare e stimolare l’emersione delle competenze delle donne) di una vera rivoluzione di pensiero centrata tra l’altro sul paradigma ecologico, indispensabile per porre un argine concreto al disfattismo, al benaltrismo, all’inerzia, alla paura sempre più diffusi. Van der Bellen in Austria, il partito di Jessie Klaver in Olanda, le esperienze civiche innovative come le coalizioni delle sindache Ada Colau a Barcellona e Manuela Carmena a Madrid, alcune esperienze amministrative di grande speranza e rinnovamento in essere in Italia lo dimostrano: l’ecologia è sempre di più una chiave decisiva per organizzare una sinistra al tempo stesso radicale e di governo, plurale, capace di fronteggiare con successo sia l’avanzata delle forze nazionaliste, sia la crisi strutturale di consenso e di “credibilità riformista” dei partiti socialisti.

Vogliamo dire forte e chiaro che chi inquina deve pagare (anche attraverso una revisione della fiscalità); che gli accordi di Parigi sul clima vanno attuati da subito, non solo sbandierati nelle grandi occasioni (a partire da una revisione della strategia energetica e dei trasporti nazionale, coerente con un piano-clima che arrivi al 2050); che l’Italia deve cogliere subito, prima ancora che ce lo chieda l’Europa, l’occasione storica di quella economia circolare che può dare lavoro sicuro e sviluppo sostenibile e che già vede tante aziende italiane protagoniste, o per incentivare la  possibilità di auto-produrre, auto-consumare e scambiare energia pulita. E vogliamo dire che ci vuole molta più Europa per affrontare con coesione e coraggio i temi dell’accoglienza, dei diritti, dell’economia, perché le sfide che dobbiamo affrontare travalicano ampiamente i confini del nostro Paese.

Insomma: mentre moltissimi si affannano a parlare alla “pancia” degli italiani, noi vogliamo mettere l'ambiente nel cuore e nella testa delle persone, della politica e della sinistra. A partire dalle parole che si usano, dalla lente attraverso la quale si osservano i fenomeni e i problemi, fino alla consapevolezza profonda e quotidiana della responsabilità che abbiamo verso le generazioni presenti e future, in qualunque luogo del pianeta si trovino.

Su questa strada, siamo pronti a dare il nostro contributo. Ci vediamo a Roma il 1° luglio.

I portavoce di “Green Italia”: Annalisa Corrado e Carmine Maturo