24.5.22

Il Moiariello é uno dei luoghi piú belli della cittá


 Il Moiariello é uno dei luoghi piú belli della cittá, lo chiamano la Posillipo dei Poveri. Eppure, é abbandonato da "dio e dagli amministratori". Sono anni che il muro di tufo all'angolo di Via Ottavio Morisani é pericolante e piú di un anno che la strada é ufficialmente chiusa al traffico.

Sarebbe ora che a questo territorio, percorso da tanti turisti che scelgono di risalire la Collina Gentile a piedi per godersi il panorama prima di visitare il Museo di Capodimonte, gli venisse ridata dignità e vivibilità.

Sarebbe anche utile rendere Via Ottavio Morisani e una parte di Via Ottavio Morisani, Zona a Traffico Limitato per rendere più vivibile il territorio per i residenti e più accogliente per i turisti che risalgono le pendici di Capodimonte.

29.3.22

Nominato ambasciatore del Patto europeo per il clima

Ho il piacere di comunicare che la mia candidatura  è stata accolta dalla Commissione Europea, Direzione Generale per l’Azione per il Clima (DG CLIMA), che mi ha nominato ambasciatore del Patto europeo per il clima, a titolo personale.

Il Patto europeo per il clima è un’iniziativa della Commissione europea.

Gli ambasciatori del Patto europeo per il clima sono persone che agiscono a titolo personale o a titolo professionale rappresentando la propria organizzazione, e non per conto della Commissione Europea.

Gli ambasciatori si impegnano a informare, ispirare e sostenere l’azione per il clima nelle loro comunità e reti in contributo al Patto europeo per il clima.

"Adesso, e per i prossimi 12 mesi, avrò uno strumento in più per poter continuare a fare quello che ho sempre fatto, probabilmente con più efficacia e stando in rete con tanti altri ambasciatori del Patto europeo per il clima” 

Il Coordinamento Scale di Napoli a Energymed 2022

  Il Coordinamento Scale di Napoli a Energymed 2022

per promuovere una mobilità integrata pedonale e la realizzazione di una eco- mappa digitale.

Anna Donati portavoce AMODO (Alleanza Mobilità Dolce) in un video messaggio di saluti:

Non torniamo indietro. Mi auguro che il futuro del lungomare resti un luogo dove camminare e pedalare.



Il Coordinamento Scale di Napoli, con un workshop coordinato da Carmine Maturo e con la partecipazione di Ornella Capezzuto (WWF) Guido Liotti (Gente Green), Paola Silvi (Legambiente Parco letterario Vesuvio) e Teresa Dandolo (Fiab - Cicloverdi) fa partire, da Energymed , una forte richiesta di attenzione sui temi della mobilità sostenibile quale leva per una riduzione dei consumi energetici e dei gas climalteranti e per la diffusione di una cultura della sostenibilità.

Le 200 scale di Napoli sono la “trama” di una mappa e di una visione di mobilità sostenibile per muoversi in città senza dipendenza energetica a zero emissioni e a zero costi.

Anna Donati portavoce AMODO (Alleanza Mobilità Dolce) in un video messaggio di saluti si rivolge alla nuova Amministrazione Comunale (si allega) https://youtu.be/5tJWFlf0Dt4

Non torniamo indietro. Mi auguro che il futuro del lungomare resti un luogo dove camminare e pedalare.

Sul sito del Coordinamento Scale di Napoli (www.scaledinapoli.com) esiste un link di una mappa digitale delle 200 scale della città messa a disposizione di tutti dal Coordinamento ma chiediamo alle istituzioni di fare di più e e realizzare una eco-mappa integrata dei percorsi pedonali di Napoli, scale, parchi, percorsi ciclabili e trasporto pubblico. Un strumento digitale a disposizione di tutti, cittadini e turisti, per vivere una Napoli sempre più sostenibile e libera dalle auto e dallo smog favorendo stili di vita più green improntati ai consumi consapevoli, al risparmio energetico per migliorare la vivibilità urbana.

Infine, Il Coordinamento Scale di Napoli chiede alla nuova Amministrazione, che si acceleri tutta la procedura attivata su nostra richiesta dal Patto per Napoli (Renzi) con il quale venivano assegnati 10milioni di euro per rigenerare 4 percorsi pedonali della Città.

19.1.22

Le pedonalizzazion negli ultimi 30 anni hanno valorizzato Napoli

Napoli, assieme ad altre 2 località in Italia è stata recentemente scelta dal New York Times come meta turistica mondiale. 

Il futuro della nostra città però è “precario“, scrive il quotidiano, parlando di una recente ricerca: “senza interventi, la città rischia di trovarsi davanti a 55 giorni di caldo estremo entro il 2049 che potrebbero quasi raddoppiarsi entro il 2081”.

Eppure ci ritroviamo ancora a discutere su lungomare pedonalizzato/ lungomare aperto al traffico. Ieri 18 gennaio 2022 sono stato in audizione, assieme a tante altre Associazioni Ecologiste,  alla Commissione Infrastrutture, Mobilità e Protezione Civile, presieduta dal Consigliere Gaetano Simeone ed in Presenza dell'Assessore ai trasporti Edoardo Cosenza.

Ho ricordato ai presenti che sono state le pedonalizzazioni a rilanciare Napoli nel Mondo, ricordiamo Piazza Plebiscito dopo il G7 e il Lungomare dopo l'America's Cup.

Siamo stanchi di dire no allo smog e all'inquinamento, ho detto in Commissione - di dire basta al traffico ed i rumori assordanti e soprattutto, nel XXI secolo non vogliamo più sentire parlare del futuro della città a partire dai flussi veicolari. Un'amministrazione, una buona Amministrazione i flussi delle auto li indirizza e li veicola a vantaggio della vivibilità e della bellezza dei luoghi.

Infine ho sintetizzato in 2 punti le richieste di Green Italia:

1. Riattivare i provvedimenti precedenti al crollo del palazzo alla Riviera con pedonalizzazione di tutto il lungomare per creare una “green line” dal Centro Storico al mare  (Dante – Toledo – Plebiscito – Cesario Console – Nazario Sauro - Partenope)

2. Aprire un dibattito sulla mobilità a Napoli a partire dal Piano della mobilità sostenibile elaborato, assieme a tanti tecnici ed esperti a costo zero, da uno dei massimi esperti di mobilità in Italia: Anna Donati e tenuto chiu nei cassetti dell'Amministrazione per anni.

23.8.21

L’ insostenibile mobilità della funivia dei due Musei sulla città

 Contributo per Repubblica Napoli del 3 agosto 2021


Carmine Maturo, Co-Portavoce Nazionale Green Italia
Anna Savarese, Presidente Legambiente IRIDE 



La Campania ha prodotto il suo Piano di Ripresa e Resilienza articolando le 6 Missioni su 30 progetti per un importo complessivo di poco più di 17miliardi e 200mila euro. Il vero asse portante del Piano è quello trasportistico (Missione 3) a sfavore anche delle altre 5 Missioni, in particolare della 2 relativa alla “Rivoluzione verde e alla transizione ecologica” i cui fondi dovevano costituire almeno il 37% del totale, destinandoli prioritariamente alla riconversione industriale, all’economia circolare, alla decarbonizzazione, alla rigenerazione urbana nell’ottica delle Green Cities, alle aree protette e infrastrutture verdi. Invece su tale Missione la Regione ha caricato moltissimi progetti relativi alla Missione 3 e cioè alle “Infrastrutture per una mobilità sostenibile”.

Molte proposte di Mobilità sono il frutto dell’intesa con l'Ente Autonomo Volturno holding (EAV) e riguardano la realizzazione di funivie in tutti i luoghi attrattivi turisticamente. Si spazia dalla funivia del Vesuvio a varie nella Penisola Sorrentino-amalfitana, alla cabinovia lungo la costa flegrea e a Napoli alla funivia di connessione tra il MANN e il Polo Museale di Capodimonte. 

Su tutte le proposte ovviamente le nostre riserve principali consistono nella completa indifferenza ai luoghi di attraversamento, laddove le funivie, a differenza anche delle funicolari o dei treni a cremagliera, non percorrono il territorio ma lo sovrappassano collegando un punto di partenza con un punto di arrivo non soddisfacendo la domanda di mobilità diffusa a servizio dei cittadini e delle attività produttive, sociali e culturali. 

Per la funivia di Napoli la Giunta Regionale della Campania, ha recentemente approvato un finanziamento per la realizzazione della progettazione preliminare e definitiva del collegamento con funivia tra il Museo Archeologico Nazionale e il Museo di Capodimonte di Napoli.  Lo studio sulla funivia che si basa sullo studio di fattibilità realizzato dall'ACAM (Agenzia Campana Mobilità) è stato commissionato dall'Eav (il finanziamento per il progetto è di ben un milione e 348mila euro) e fa parte dei dieci progetti presentati dal governatore Vincenzo De Luca per la città di Napoli. Il progetto costerebbe dai 25 ai 30 milioni e vede già la disponibilità di gestori di funivie a cofinanziarlo, attratti sicuramente dai flussi previsti (960 posti disponibili, con un flusso massimo stimato di 3.300 viaggiatori al giorno) e dai costi dei biglietti. Occorre ora decidere se procedere con il progetto esecutivo con una gara internazionale, data la consistenza dell’importo. 

In sintesi è previsa la realizzazione di una funivia area che in 3 minuti dovrebbe superare un dislivello di 22 metri con un impianto lungo 1,6 km consentendo il collegamento tra il Museo Archeologico e quello di Capodimonte. Le stazioni di testa sarebbero a Piazza San Giuseppe dei Nudi (collegata al MANN con un tapis roulant) e sul Viale Colli Aminei (collegata al Polo di Capodimonte con un sottopasso pedonale). Vista la necessità di queste invasive e consistenti opere a corredo della funivia non si capisce perché non si possa ipotizzare una migliore connessione tra la Stazione Metro dei Colli Aminei e il Polo di Capodimonte.

La proposta, a detta dell’ACAM, sarebbe coerente col "Grande programma per il Centro storico patrimonio UNESCO”. Invece essa, oltre che lontanissima dall’ottica della mobilità sostenibile, è anche in contrasto con le raccomandazioni UNESCO per il Centro Storico ribadite nel Rapporto 2020 degli ispettori col quale si è invitata l'amministrazione di Napoli a trascurare opere sproporzionate per concentrarsi invece su lavori d'ordinaria amministrazione, quali monitoraggio e manutenzione, indispensabili per la salvaguardia dei monumenti della città, ponendo attenzione agli edifici monumentali, alla manutenzione del tessuto urbano, alle infrastrutture ed ai servizi pubblici esistenti in città.

Inoltre anche dal punto di vista dell’efficacia, la proposta della funivia semplicemente elude l’attuale problema di mobilità nel territorio di Capodimonte e, con il suo tragitto limitato e diretto, non indurrà i turisti a visitare il territorio circostante, penalizzando le tante espressioni culturali e sociali in esso presenti e soprattutto l’economia locale. La collina di Capodimonte infatti non è solo il Museo di Capodimonte ma è composta da un triangolo i cui vertici sono: Il Museo Archeologico, L'Albergo dei Poveri con l'Orto Botanico e la Reggia con il Parco di Capodimonte. All'interno di questo “Triangolo della Cultura” ci sono tantissimi attrattori storico-culturali che da questo progetto vengono completamente ignorati: I Vergini, la Sanità, Il Ponte della Sanità, le scale della Principessa Jolanda, Le Catacombe di San Gennaro, l'Osservatorio Astronomico, Il Moiariello ed il Paradisiello, Santa Maria degli Angeli alle Croci, Sant'Eframo Vecchio, l'Osservatorio Astronomico. Da anni Legambiente e Green Italia propongono ai turisti un trekking urbano attraverso la storica passeggiata del Moiariello, proprio per ricordare ai turisti e Amministratori che Capodimonte non è solo Parco e Reggia ma un territorio più vasto che necessita di rilancio economico e mobilità pubblica.

Affrontare il tema della mobilità nel vasto comprensorio di Capodimonte, dei Vergini della Sanità significa usare l’innovazione tecnologica e la logistica dei trasporti (ascensori, scale mobili, minibus elettrici, percorsi ciclabili e pedonali messi in sicurezza) valorizzando la morfologia del territorio, con le sue scale e i suoi percorsi verticali che connettono le tante vie panoramiche adagiate sulle curve di livello, quali Salita Stella, Miradois, Moiariello, Paradisiello, Sant'Eframo Vecchio, Ponti Rossi per citarne solo alcune che costituiscono esse stesse un patrimonio identitario culturale da far conoscere ai cittadini e ai tanti turisti attratti dalla stratificazione insediativa di Napoli.

Infine, e questa è una considerazione di metodo non meno importante di quelle di merito, scelte di tale incisività strategica e di così grande consistenza economica non possono essere fatte senza coinvolgere la cittadinanza in processi partecipativi e oggi soprattutto fuori da possibili strumentalizzazioni elettorali. Proprio per questo intendiamo essere parte propositiva e attiva della nuova stagione amministrativa con il prioritario obiettivo che i fondi messi a disposizione dal PNRR siano spesi presto, ma soprattutto bene, per iniziative e progetti coerenti con la strategia delle Next Generation EU e del Green Deal e da un’amministrazione comunale che sappia porsi in maniera autorevole e collaborativa con tutte le istituzioni e in un dialogo costante con la città, assicurando nuove ed efficaci forme di partecipazione democratica. 


La protervia e la fragilità’ - La vicenda del Vigliacco pestaggio di un rider a Napoli.

Napoli bella, vivibile e partecipata, oltre la crisi

Martedì, 8 settembre 2020

su NAGORA'


 “Non possiamo permetterci di sprecare una buona crisi” disse Rahm Emanuele, capo dello staff di Obama, all'epoca della crisi del 2008. Questa del Covid, nel nostro Paese e nella nostra città, pur nel dolore per le migliaia di vittime che ha seminato, potrebbe diventare “una buona crisi”. Una crisi per immaginare nuovi scenari urbani, fantasticare città diverse, più sostenibili ed ecocompatibili anche se molte scelte politiche nostrane risultano ancora insoddisfacenti.

Nel resto d'Europa alcune risposte le stiamo avendo. Penso, ad esempio, all'idea della “città a 15 minuti” della nuova Sindaca ecologista di Parigi Anne Hildago, ossia di una visione urbana policentrica: una proposta per quartieri residenziali dotati di servizi, verde, uffici e fabbriche nella quale poter raggiungere in un quarto d’ora, a piedi o in bicicletta, i luoghi per lo svago, per il pasto, per il lavoro e il divertimento. 

Un  altro spunto molto interessante è quello del cohousing o della multi-residenzialità, in cui si sperimenta l'altruismo, l'affettività con la propria comunità e col proprio territorio attraverso la condivisione dei servizi e degli spazi.

Si tratta, in entrambi i casi, di visioni che permettono di ridare centralità alle persone.

Se ritorniamo con i piedi a terra nella nostra città, se riflettiamo sul rapporto spazio auto/pedoni delle nostre strade urbane, salta subito agli occhi quanto spazio viene concesso ai pedoni e quanto alle auto; la proporzione carreggiata/marciapiede continua ad essere tutta a favore delle auto.

Viviamo in una città autocentrica non solo per la quantità di spazio dedicato alle auto ma anche per la tipologia dei materiali usati per la pavimentazione: asfalto, continuamente asfalto al posto di basolato e sampietrini. Gli esempi più evidenti sono il collegamento stradale asfaltato Lungomare/Fuorigrotta (che attraversa Via Marina e la riviera di Chiaia, proseguendo poi  fino a Bagnoli) e il Corso Vittorio Emanuele, in cui i lavori attualmente in corso prevedono la sostituzione dei sampietrini con l'asfalto, un materiale adatto a strade a scorrimento veloce.

Nel XXI secolo è ancora necessario ricordare che l'asfalto è causa di aumento della temperatura del microclima urbano e che contribuisce a creare le cosiddette “isole di calore” che non solo alimentano la crisi climatica ma portano sofferenza e a volte anche morte, nei periodi estivi, ai nostri anziani?

Ma a proposito di strade e spazio urbano dedicato ai pedoni, nella nostra città il rapporto diventa sempre più a sfavore di questi ultimi con l'invasione di tavolini "selvaggi" che sottraggono spazio ai pedoni invece che alle auto.

Per questi motivi e tanti altri ancora urge un Piano della mobilità sostenibile adeguato ai tempi e al momento che preveda la valorizzazione dei percorsi pedonali delle scalinate napoletane, nuove piste per bici e monopattini, marciapiedi più larghi per pedoni, bar e ristoranti, tante strade a 30 km per l'uso promiscuo di bici e auto, corsie preferenziali per mezzi pubblici collettivi, un piano dei tempi della città per differenziare gli orari dei servizi, parcheggi aziendali per la micro mobilità.

C’è bisogno di fare uno sforzo di fantasia, insomma, ricalcando il vecchio slogan, è necessario un po' di “immaginazione al potere” per proporre una visione di città del futuro prossimo, per puntare non solo ad avere una città più pulita e meglio organizzata, con trasporti efficienti, con più verde, senza smog e inquinamento, cosa scontata/indispensabile per una città vivibile, ma per realizzare una città "civile", la città dei cittadini, che sa affrontare e superare il disagio e la solitudine e che sa dare il senso dell’ appartenenza e la voglia di partecipare.

18.5.20

Song 'E Napoli - #Legambiente40


Pubblico questo video, in occasione dei 40 anni di Legambiente Onlus #Legambiente40.
Il video fu realizzato nel 1997, uno degli ultimi videoclip realizzati in Betacam SP, in condizioni veramente estreme, da Tony Ponticello.
Era il video promo di una compilation di canzoni napoletane realizzata per sostenere un progetto di educazione ambientale di Legambiente/Neapolis 2000 nell'ambito di Lavori in Corso che Legambiente proponeva in tutt'Italia, col fine di responsabilizzare i giovani napoletani al recupero, al restauro e alla manutenzione di piccoli spazi abbandonati o degradati, rendendo i giovani protagonisti e orgogliosi di appartenere al territorio "Song" in napoletano vuol dire"Sono", appartengo.
Molte immagini del sono tratte da TG locali, quindi sono scene di vere iniziative e campagne di #Legambiente Neapolis 2000: La Festa dell'Albero, la campagna Mal'Aria con le lenzuola dalle finestre del Mattino, Cento Strade per giocare, la Campagna Salvalarte, Puliamo il Mondo.
Al progetto aderirono con una loro canzone napoletana: Peppe Barra, Edoardo Bennato, Francesco Baccini con Patrizio Trampetti, Fuori Orario, Massimo Bubola, Mendoza special guest Enzo Gragnaniello, Gino Paoli, Jams Senese e Napoli Centrale, Daniele Sepe, Ornella Vanoni, Teresa De Sio, Roberto Vecchioni...
Il Brano Song 'e Napoli partecipò al premio Tenco e sul palco dell'Ariston a Sanremo fu introdotto facendo sventolare la Bandiera di Legambiente/Neapolis 2000
Progetto artistico: Peppe Ponti, Giorgio Verdelli, Toni Verona
Progetto di Educazione ambientale e alla Cittadinanza Attiva: Carmine Maturo
edizione: ALA BIANCA
Collaborazione Napolimania
Grazie a questo progetto nel 1997 ci furono oltre 100 classi che aderirono al progetto Lavori in corso di Legambiente.

 

26.7.19

Napoli: Merida e Green Italia stendono reggiseni per Carola

Stamattina a Napoli, in largo Berlinguer per l'iniziativa "LIBERAMENTE DONNE" promossa ed organizzata dall'Associazione Merida impegnata nel contrasto e prevenzione alla violenza di genere e dal movimento ecologista Green Italia.

Una vera e propria “stesa di reggiseni” ha fatto da sfondo all'appuntamento al quale hanno preso parte decine di cittadini e turisti incuriositi, che hanno accolto e condiviso il messaggio lanciato in favore della parità di genere, dell'inclusione e della libera informazione simbolicamente rappresentati dalla figura della giovane donna Carola Rackete, vittima della strumentalizzazione dell'informazione attraverso la quale traspare un pericoloso atteggiamento maschilista.

Carola siamo tutti noi, che abbiamo la liberà di poter indossare ciò che desideriamo senza essere oltraggiosi né fuori luogo, diversamente dalla tanta volgarità alla quale siamo ormai assuefatti con comportamenti ed abbigliamenti fuori luogo.

All'appuntamento voluto in un luogo che rappresenta l'inclusione e l'accoglienza della Città di Napoli, sono intervenuti diversi esponenti istituzionali e, tra gli altri, la Consigliera della Città Metropolitana Elena Coccia, che ha ben chiarito quanto ella stessa avesse già manifestato negli anni settanta il diritto alla libertà di espressione femminile in tutte le sue forme, compresa la scelta di indossare il reggiseno.

Carmela Sermino ha dato la sua testimonianza sia in qualità di vedova di camorra impegnata per una città in cui, purtroppo, ancora si verificano stese di camorra che per la sua delega alla giustizia sociale in qualità di Assessore alla Giustizia Sociale.
Questa mattina abbiamo con Cristina Salvio abbiamo  voluto dare un forte segnale positivo di cambiamento volto alla nuova cultura dell'inclusione e della parità di genere, rimarcando al contempo l'esistenza di una macchina di distrazione di massa che ha puntato il dito contro Carola etichettandola come “sfrontata” solo per aver liberamente indossato una composta maglietta senza reggiseno invece di affrontare le reali problematiche sociali attuali.
Si ringraziamo le Associazioni : Telefono Rosa Napoli, Donne in Difesa, Dream Team, Farmaciste Insieme e Mai più Violenza Infinita, affiancati dagli avvocati a tutela delle donne vittime di violenza Pisani e Zuccaro per la loro adesione.


15.6.19

Bella e vivibile è la città che mi piace


Stanco di città grigia, di divieto di circolazione per inquinamento, di denunciare rumori assordanti e spazi intasati. Stanco di dire no allo smog!
E' possibile uscire dal “fumo quotidiano”, di vivere una città a misura di uomo, libera dal traffico e dalle auto.
Napoli ha bisogno di un Piano del traffico/Piano della Mobilità, una mobilità sostenibile che mette al centro le persone e la qualità della vita, (7 milioni di morti ogni anno causate dall’inquinamento atmosferico secondo l'OMS 84.300 in Italia)
che pensa a infrastrutture per i pedoni (e per i disabili) e non per le auto, una città antropocentrica e non autocentrica.
Basta guardarsi intorno, osservare una strada e si può notare quanto spazio è riservato alle auto e quanto ai pedoni (marciapiedi) e quel poco di spazio rimasto per i pedoni oggi è invaso da tavolini e sedie.
Le scelte riguardanti la città e il suo sviluppo sono state fin qui guidate da una visione autocentrica e gestite con logiche indifferenti alla bellezza, ai problemi dell'ambiente e della qualità della vita e soprattutto senza una visione sistemica.
La città, la Napoli del futuro va ripensata e rigenerata con una visione nuova ed ecologista togliendo asfalto e cemento, rinaturalizzando quante più aree possibili, che siano in grado di assorbire l'acqua e contrastare le bolle di calore estive quando i nostri anziani muoiono di solitudine e afa urbana.
Napoli, 89a posizione nel rapporto annuale di ecosistema urbano 2018 di Legambiente, è una città che soffre, deve fare scelte moderne ed ecocompatibili, iniziando a disincentivare il mezzo privato, come Oslo che ha abolito tutti i parcheggi nel centro cittadino tranne che per i disabili e vietato il transito perfino alle auto elettriche.
Da una città che ha dichiarato lo “Stato di emergenza climatica” mi aspetterei che si avviasse un serio dibattito per allontanare l'aereoporto dal centro della città e che si valutassero, assieme a tutti i cittadini, i costi/benifici che apportano le navi da crociera nel nostro Golfo che rappresentano una delle fonti di maggior inquinamento cittadino (il porto di Napoli è al 12° posto su 50 città Secondo il rapporto di Transport&Environment..)
La Mal'Aria a Napoli non è frutto di un destino inaggirabile è il risultato di una consolidata e ultradecennale visione frammentata e autocentrica che può e deve essere superata.
Sono stanco di dire No e quindi dico SI ad una città bella e vivibile.

18.2.19

a cura di Gente Green
26 febbraio 2019 ore 17.00
Humaniter Napoli Piazza Vanvitelli, 15, 80129 Napoli

Il Turismo Sostenibile per mitigare i Cambiamenti Climatici e salvaguardare i diritti delle Comunità locali di decidere sui pro e sui contro dell'offerta turistica del loro territorio.
Saluti
Marina Melogli direttrice Società Umanitaria/Humaniter Napoli
Cristiana Liguori, Co portavoce Gente Green

Intervengono fra gli altri
Nino Daniele
Assessore alla Cultura e Turismodel Comune di Napoli
Dario Minervini
(OUT Osservatorio Universitario sul Turismo) Università Federico II
Anna Fava
SET – rete di città del Sud d’Europa di fronte alla Turistificazione
Agostino Ingenito
Coordinatore nazionale extralberghiero e vicepresidente nazionale Assoturismo
Valeria Vanella
Comitato No Fly
Gabriella Guida
Associazione Napoletana Beni Culturali

Coordina
Carmine Maturo
Co-Portavoce Gente Green